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Mettiamo che una pattuglia di consulenti aziendali che giocano a fare le divinità egizie si infiltri nel sistema bancario italiano; e che a voi - che non credete minimamente alle divinità egizie - tocchi fronteggiarla. Mettiamo che dal rubinetto della cantina del vostro condominio cominci a uscire acqua taumaturgica, certificata come tale anche dal vescovo. Mettiamo che uno sconosciuto incontrato in treno vi parli come uno che sa tutto della vostra vita. Vi fareste qualche domanda, no?
Giulio Rovedo, legale d'una piccola banca nel ricco NordEst italiano, all'inizio si trova alle prese con
guai che non hanno nulla d'insolito: il rischio d'essere trasferito, dopo l'incorporazione della
piccola banca in Bancalleanza; le preoccupazioni per il flglio che cresce e per la moglie sempre più
distante; il dolore per un vecchio amico che muore lentamente di Aids; fastidi per un vicino di casa
alcolizzato e chiassoso ...
Tuttavia un fatto di per se minimo - un goffo tentativo di ricatto informatico ai danni della banca - dà inizio a una catena di avvenimenti misteriosi. Giulio - che non è un investigatore, ma è particolarmente sensibile alle stranezze e alle coincidenze - pian piano s'accorge che veramente c'è qualcosa che non va. E lui è un testardo: fa lavorare gambe e cervello, si fa un mucchio di domande, va in cerca di risposte.
Chi si nasconde dietro la misteriosa società di consulenza alla quale Bancalleanza sembra
essersi affidata in toto? Come mai qualcuno sembra avere delle mire sul condominio - un normalissimo condominio - nel quale Giulio abita? E com'è che Giulio continua a incontrare strane persone - pirati informatici, cacciatori di nazisti, funzionarie assatanate -che si rivolgono a lui come se proprio da lui dipendesse lo scioglimento dell'intrigo?
Ma quando finalmente Giulio intuirà la logica che c'è sotto tutta la faccenda, allora si troverà ad affrontare una battaglia in cui tutti sono contro tutti, gli amici si rivelano nemici, i nemici diventano amici.
17/04/2006
Vista la grancassa pubblicitaria, mi sono avvicinato al libro con certe aspettative. Devo dire che Avoledo scrive bene, ma condivido l'opinione che, dopo un inizio promettente, si perde totalmente, ed il finale sembra proprio buttato lì per ''chiudere'' e pubblicare. Lettura tutto sommato deludente e che non lascia gran che.
12/09/2005
Laura - zeppi51@libero.it
Non ho mai letto una sfilza così divertente e appassionante di realistiche assurdità. Concordo con con chi dice che il finale è alquanto confuso, ma ci si può passare sopra visti i sorrisi divertiti e stupiti che la lettura di questo libro mi ha strappato. Non mi perderò neanche il suo libro più recente. Chissà che cosa si sarà inventato questa volta...
04/04/2005
Spassoso all'estremo (rido ancora adesso ripensando alla scena della riunione condominiale !!!) ... peccato solo per un finale troppo confuso ... ma nell'insieme imperdibile !!!
03/08/2004
Lapaolina - paolamallo@virgilio.it
Strano, coinvolgente e molto divertente! Mi è piaciuta tanto la prima parte e mi ha divertito il sarcasmo e l'ironia del protagonista. Nel complesso un bel libro
29/03/2004
Massimo - moliveri@esprinet.com
Ho appena terminato la lettura e a botta calda mi sento di dire che non lascerà alcun segno nei miei ricordi. La buona impressione suscitata dalla prima parte del romanzo non ha avuto conferma alcuna nella seconda. Una girandola di situazioni fuori luogo che mi ha lasciato l'amaro in bocca e la netta sensazione di essere di fronte ad un prodotto di qualità scadente. Peccato che non avrò ne il tempo ne la voglia di verificare quale delle due sia la più corretta, leggendo il nuovo romanzo di Avoledo
17/02/2004
tory - tory.a@libero.it
Credevo di aver comprato un libro e me ne ritrovo tre. Nelle prime 200 pagine tratta un racconto di vita quotidiana. La seconda parte del libro è una miscela tra Faraoni egiziani, Arca dell'Alleanza, fonte dell'eterna giovinezza, campi di concentramento e chi più ne ha più ne metta. Alla fine ricancella tutto e lo trasforma in un racconto di fantascenza. Beh!!! A suo favore direi che ha una scrittura scorrevole
26/01/2004
Gianfranca Bressan - gianfythebest@yahoo.it
Grande libro, con un finale da togliere il fiato. Sono una di quelle persone che leggono le ultime pagine di un libro in libreria, per decidere se l'acquisto vale la pena. Ebbene, almeno per quanto mi riguarda, stavolta ho fatto centro. Tra ''Un eroe borghese'' di Staiano e ''Il pendolo di Foucault'' di Eco, con una vena umoristica più unica che rara.
28/12/2003
Massimo - masfatto@fastwebnet.it
Ebbene sì, scrivere un romanzo originale, diverso dal solito comporta un prezzo. E il nostro Avoledo ce la mette tutta per dimostrare come anche i bancari (categoria cui appartiene) hanno un'anima (creativa). L'Avoledo sa scrivere e trasmettere al lettore: la parte iniziale del libro in cui (sicuramente) riversa il suo visssuto, è assolutamente lineare e piacevolissima. Al momento di innestare la marcia dell'originalità scatta l'inevitabile rischio: proiezioni? dimensioni oniriche? fantascienza? Forse di tutto un po', con effetti non sempre gradevoli,con la noia dietro l'angolo, con un finale che può lasciare sconcertati. Certo se tutto il romanzo fosse stato sviluppato in maniera lineare e ''tradizionale'' come nella prima parte, oggi non saremmo qui a parlarne: un plauso, quindi, alla sperimentazione ''avolediana''. Attenzione, però, anche l'originalità a tutti i costi, se ricercata con troppa insistenza, può tramutarsi in una ''piatta e noiosa normalità'': ed il secondo tentativo di Avoledo (''Mare di Bering'' - di cui ho letto solo alcune recensioni) sembra andare verso questa direzione. Solo i fuoriclasse possono sorprendere sempre i loro lettori facendo dell'originalità e della creatività le loro muse ispiratrici. E Avoledo, pur bravo, non è un fuoriclasse.
14/11/2003
Trascinante e divertente. Impossibile posarlo sul comodino. Dentro c'è un po' di tutto: avventura, satira, un miscuglio enciclopedico (che l'autore governa quasi sempre). Consigliato ai cultori di Blob
09/10/2003
se non l'ho avete ancora letto, credetemi non leggetelo, una noia mortale. E a parte che manca tutto,la storia i personaggi le caratterizzazioni, è anche scritto male. Divertente, si fà per dire, quando tenta di imitare il pendolo di focoult di eco; i risultati rimangono comunque disastrosi. Il finale? niente di particolare quello che mi chiedo, non è tanto il motivo per cui è stato pubblicato,(i motivi possono essere tanti, amicizia o che so io) ma le recensioni entusiastiche uscite sui giornali? boh
30/08/2003
Sono stato ingannato dalle recensioni di giornali anche autorevoli, ma devo dire che dopo circa 200 pagine non mi sembrava decoroso proseguire, tali erano le continue improbabili trovate narrative che mischiavano il sacro ( Platone, l'Arca dell'Alleanza ... ) con il profano del più commerciale , senza la minima tensione e profondità narrativa . Sono dispiaciuto per la spesa di 17 euro, spero di riuscire a rivenderlo ai banchi dell'usato.
29/06/2003
Gigi - gigifiori@hotmail.com
Devo dire che mi ha preso... lo si legge d'un fiato... non sai dove va a parare, ma non ti lascia annoiato in mezzo al guado. Tranne che per il finale... da rileggere... non è che lo si realizzi chissà che bene. Comunque bravo Tullio.
16/06/2003
Questo è il tempo che ho impiegato per leggere questo malloppo, questa mappazza!!!! Mai più !!!!! Chi ha avuto il coraggio di paragonarlo a Faletti ?????, di considerarlo meglio di Faletti?????? Vade retro Avoledo!!!!!!
18/05/2003
aldo - aldo.lamorgia@tin.it
Un libro a due facce. La prima parte - avvincente, briosa, piena di un humor leggero e intelligente - la si legge tutta d'un fiato con vero piacere. Poi la storia si appesantisce, si riempie di incredibili vicende, dai nazisti all'arca perduta, dal santo graal alla fonte miracolosa tipo Cocoon etc., diventando così una sorta di copione per un colossal di avventura-fantascienza-giallo-archeologia, ecc. che ti lascia stordito. E così, da una storia partita bene, ben ambientata, con personaggi piacevoli(dai colleghi di lavoro, agli amici del protagonista) inseriti in una vicenda del tutto credibile, si finisce in un fuoco di artificio di colpi di scena incredibili che tradiscono lo spirito iniziale e rendono il libro pesante ed eccessivo. E' un peccato, perché l'Avoledo della prima parte prometteva molto di più. Speriamo nel prossimo libro.
02/05/2003
La struttura del romanzo è molto buona: coinvolgente, intrigante e scritta con un piglio poco formale e dialoghi accattivanti. La trama è a dir poco originale ma la fine mi lascia un po' l'amaro in bocca. Ho come la sensazione che il finale sia stato scritto in fretta e furia solo per arrivare alla parola ''fine''. Inoltre avrei preferito un finale un po' più ''normale'' e non quel pastrocchio che è un mix di Matrix, I predatori dell'arca perduta e Minority Report. Un libro, nel complesso, che vale la pena di leggere e che consiglerei comunque a tutti per gli spunti sparsi nel testo che stimolano la riflessioni su alcuni aspetti della vita che stiamo vivendo.
29/04/2003
zigzag - zig.zag@iol.it
Inizialmente è stato un pó difficile da digerire peró poi si é rilevato molto coinvolgente. Se non fosse stato x il finale, copiato al film ''Matrix'', gli avrei dato 4 stelle.Molto belle le osservazioni ''filosofoiche'' sulle dimensioni parallele e sulla religione.
22/04/2003
Pamela - europeanservice@tin.it
l'inizio è stato un po' difficoltoso, d'altronde avoledo doveva costruire il personaggio, e quindi anche un po' noioso, ma mano a mano che leggevo la storia era sempre più avvincente, e avevo sempre più voglia di sapere come sarebbe andata a finire la situation, ma devo ammettere che il finale è stato veramente un punto interrogativo, secondo me bisogna rileggerlo più volte per dare una spiegazione conclusiva, comunque mi è piaciuto.
16/04/2003
Francy - daisy.77@libero.it
Non è affatto un brutto libro, anzi! Ce ne fossero di scrittori che, col loro primo lavoro, riescono a raggiungere livelli qualitativi simili... Quello che mi ha lasciato l'amaro in bocca è comunque il finale: non penso proprio di averlo capito, e comunque non ne ho colto, se non lontanamente, il significato. Altra pecca: un po' troppa ''carne al fuoco'': va bene la fantasia, ma sembra che tutti i misteri del mondo debbano per forza essere risolti dal nostro avvocato Giulio!
31/03/2003
dario nigro - genigr@tiscali.it
Ho finito di leggere da poco il libro di Avoledo, e sono rimasto a dir poco insoddisfatto.Ne avevano parlato tutti molto bene, a partire dalle recensioni di alcuni giornali, fino ad arrivare a quel sottile ma a volte così potente tam-tam che è il passaparola tra la gente. Ora la sensazione che provo è smarrimento, il libro scorre sì in modo piacevole, ma a mio avviso senza ''picchi'' che diano alla trama un senso e ma soprattutto un filo conduttore da seguire.Ecco il punto, a mo parere il libro è troppo dispersivo, avoledo ci ha messo un pò di tutto, nazisti,graal,arca dell'alleanza, acqua miracolosa, ma alla fine non si capisce dove voglia andare a parare,anzi ho l'impressione che la trama nonostante risulti piacevole da leggere, si una specie di traino per portare il lettore alla fine con la curiosità di scoprire....un bel niente!!! Io continuo a non capire il finale ,scusatemi sarò abituato ad altri metodi di scrittura (es.sthephen king) o ad altre trame, o forse stò semplicemente invecchiando.O forse sarà che anche questa volta mi sono fatto fregare da una buona e sana pubblicità che mi ha fatto correre in edicola a comprare il libro. Mi dispiace per Avoledo, ma il suo libro non ha fatto altro che farmi capire che forse scrivere un libro in Italia non è piu poi così tanto difficile...
25/03/2003
Ottimo romanzo: trama insolita, scrittura sciolta, humor godibilissimo. Bravo Avoledo! Spero di leggere presto qualcos'altro di questo nuovo, sorprendente, autore italiano. Rb
19/03/2003
O fatto veramente fatica a finirlo, un pessimo esempio di narrativa italiana.
19/03/2003
Tra ''L'elenco telefonico di Atlantide'' e ''Io uccido'' di Giorgio Faletti preferisco senza dubbio Avoledo. Avoledo si fa rileggere. Faletti, no. Quando hai letto il finale di Faletti chiudi il libro e non lo riapri più. Quando hai finito Avoledo ti viene voglia di andare a rileggere alcune pagine o interi passaggi per rivedere certe soluzioni narrative, per capire meglio come certi particolari, allusioni, cambiamenti del personaggio, nella trama, nello stile ecc. avevano tutta una loro ragion d'essere.<BR> Annamaria Manna, guida nel portale di SuperEva per l'argomento ''Scrittura creativa''<BR>
17/03/2003
MOLTO BELLO L'INIZIO....COINVOLGENTE...BEN SCRITTO... LA FINE VERAMENTE GROTTESCA FA CADERE TUTTO IL BUONO FINO A PRIMA LETTO. NON CAPISCO TUTTO QUESTO ENTUSIASMO
10/03/2003
Gianluca - gianluca506@netscape.net
A parte la storia fantascientifica che trapela a cominciare da metà del romanzo, direi che Avoledo esternalizza le esperienze e letture di molti, non solo bancari... Narrativa sciolta, divertente (la riunione condominiale mi ha fatto ridere sonoramente, tra lo stupore dei circostanti), a tratti alquanto realistica: il medio-borghese si ritrova con facilità in molte battute e pensieri. Mi è piaciuto. ***Encore! -----Rifiutato da tutti e quattro gli editori ai quali lo aveva presentato, è riuscito ugualmente a farcela: il che mi fa meditare sui parametri di giudizio dell'editoria italiana, che va con eccessi smodati da un estremo all'altro, privilegiando la spazzatura che ci viene dal mondo-TV, perché di facile mercato. Circolo vizioso che produce lettori-spazzatura: formula americana>> S.I.S.O.: ''You put Shit In and you get Shit Out''.
08/03/2003
Simone - newlex78@inwind.it
Un libro decisamente bello e coinvolgente. Questo libro mi ha convinto a seguire Avoledo nella prossima avventura.
06/03/2003
zorro - maraschido@tiscali.it
un libro gradevole da leggere senza pensieri, un misto di fantascienza e occulto??!!! I dialoghi sono spassosi, il finale è un pò inquietante ma nell'insieme gradevole.
28/02/2003
gianfranco - gfp@pedersini-associati.it
Che cos'è? Un saggio di cultura, un libro di fantascienza, un esercizio di inventiva, Bartezzaghi a go-go o cos'altro? Je ne le sais pas. Achtung: e se fosse un romanzo riuscito solo in parte?
25/02/2003
Maria - jbt72@hormail.com
La storia è avvincente e Avoledo ha un proprio stile molto particolare, godibilissimo. La sensazione che ho provato al termine del libro è stata di dispiacere per aver terminato la lettura!
23/02/2003
Filippo - filcolo@yahoo.it
Se per voi leggere significa divertimento, non potete perdervi questo romanzo. La storia è incredibile ma al tempo stesso credibilissima; i dialoghi sono spassosi; i personaggi fenomenali. Tanto di cappello all'autore!!!
21/02/2003
Mario Nobili - m_nobili@libero.it
Troppa carne a cuocere, il senso di una non smaltita cultura anche abbastanza corposa, ma bisognava digerire le proprie conoscenze prima di usarle e non ''travasarle'' tutte in questo librone che, per di più, conclude malissimo.
24/01/2003
Dopo aver letto la recensione di questo libro sul Corriere della Sera, mi sono precipitata ad acquistarlo e l'ho letto tutto d'un fiato. Non saprei se definirlo un giallo, un thriller o un libro di fantascienza; so però che è il libro più bello che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Finalmente uno scrittore italiano che sa scrivere storie avvincenti, con un proprio stile e di alto livello!

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