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-15% La donna che mi insegnò il respiro Ayad Akhtar 978880461498
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La donna che mi insegnò il respiro


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I contenuti

Hayat Shah, giovane musulmano cresciuto nella provincia americana, ricorda il periodo della sua adolescenza legato alla figura di Mina, una pakistana amica di sua madre venuta a vivere con loro negli Usa dopo un doloroso divorzio nel suo Paese. Hayat è rimasto immediatamente colpito dal fascino discreto di quella donna, dalla sua religiosità profonda ma non fanatica. E anche, senza averne immediata coscienza, dalla sua sensualità. I guai iniziano quando Mina si innamora di un ebreo, Nathan, e quando questi per amore si converte all'Islam. Non sarà tanto la dura reazione della comunità musulmana a impedire il loro matrimonio, ma l'intervento di Hayat, che ha trovato nel fondamentalismo religioso uno sfogo alle sue complesse e totalizzanti pulsioni adolescenziali. Le conseguenze del suo comportamento saranno catastrofiche per tutti quelli a cui è più affezionato. Se ne renderà conto solo anni dopo, incontrando casualmente Nathan e venendo a conoscenza della triste fine di Mina. Solo in quel momento, nel semplice atto di scusarsi per il male compiuto, Hayat diventa finalmente adulto.



La recensione di BOL

Romanzo d'esordio del drammaturgo Ayad Akhtar, La donna che mi insegnò il respiro (titolo originale American Dervish) racconta la storia di Hayat Shah, un ragazzo pakistano trapiantato a Milwaukee nel 1980 che viene a patti con la sua religione e la sua identità.
Akhtar dice di aver attinto dalla sensibilità degli scrittori ebrei e da registi come Saul Bellow, Philip Roth e Woody Allen quando gli si domanda di dare un volto o un nome alle sue esperienze di crescita di un musulmano nel Midwest. In La donna che mi insegnò il respiro, Akhtar presenta molti lati diversi di ciò che significa essere musulmani in America. In particolare la storia esplora le tensioni all'interno della comunità musulmana e la famiglia del narratore, all'arrivo di una giovane donna dal Pakistan. Mina, questo il suo nome, è la migliore amica della madre che fugge da un matrimonio terribile in Pakistan. Si esercita su una versione progressista dell'Islam, versione che interpreta il Corano nei tempi moderni. Hayat segue inizialmente la guida di Mina, per poi trasformarsi nel più conservatore tra gli islamici, quando Mina inizia ad uscire con un uomo ebreo.
Il romanzo è diviso in quattro sezioni, in ordine cronologico, a coprire più di un decennio. Dall'inizio alla fine questo romanzo emozionante incorpora gli ingredienti vitali della narrazione più elegante. Le capacità del drammaturgo e sceneggiatore sono riconoscibili.
Valeria Merlini

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