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Nell'autunno del 1997 la Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale organizzò ad Assisi un Convegno dove, sull'esempio della 'lectio' in uso nelle scuole medievali, s'interrogarono testi di momenti differenti del Medievo sulla complessità delle impostazioni speculative relative alla classificazione del sapere. Nei secoli che uniscono l'età tardoantica alla piena maturità della Scolastica gli studiosi Zonta, Schioppetto, Alessio, Bertolacci, Di Maio e Porro, coordinati da d'Onofrio, esaminano il rapporto tra la 'philosophia' e l'autocoscienza espressa dalle opere di Boezio, al-Farabi, Giovanni di Salisbury, Robert Kilwardby, Alberto Magno, Bonaventura e Tommaso d'Aquino.
-Premessa
-La scala ricamata. 'La philosophiae divisio' di Severino Boezio, tra essere e conoscere. (Giulio d'Onofrio)
-'La divisio scientiarum' presso Al-Farabi: dalla "Inroduzione alla filosofia" tardoantica all'enciclopedismo medievale. (Mauro Zonta)
-'Inutilis est logica si sit sola'. L'organizzazione del sapere in Giovanni di Salisbury. (Dario Schioppetto)
-'Sul de ortu scientiarum' di Robert Kilwardby (Gian Carlo Alessio)
-La divisione della filosofia nel primo capitolo del 'Commento' di Alberto Magno alla 'fisica':le fonti avicenniane (Amos Bertolacci)
-La divisione bonaventuriana della filosofia: lettura di 'Collationes in Hexaemeron 3.2 (Andrea Di Maio)
-Il posto della metafisica nella divisione delle scienze speculative di Tommaso D'Aquino ('Super Boetium De Trinitate', QQ. V-VI) (Pasquale Porro)

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