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Il braccio legato dietro la schiena. Storie dei giornalisti in guerra


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I contenuti

La drammaticità dei conflitti che davanti ai nostri occhi si stanno combattendo nella lunga rincorsa al terrorismo, e l'accentuarsi di una militarizzazione della politica internazionale, hanno portato sempre più in primo piano i giornalisti che raccontano la guerra. Ne hanno fatto figure pubbliche consumate spesso in una loro identità che è spettacolare ma ignora i problemi, i dubbi, le crisi, le angosce, anche gli orgogli, che sempre ne accompagnano il lavoro. Il racconto che, tutti, qui fanno di questo difficile, e però anche irrinunciabile, mestiere taglia spesso attraverso il loro 'privato', e apre spaccati di vita dove il rapporto costante con la guerra lascia segni profondi, talvolta insanabili. Diceva Kapuscinski che "un corrispondente di guerra non può essere un cinico, deve avere forte la capacità di sacrificio e il senso della solidarietà". Gli autori di queste testimonianze sono 'le grandi firme' del giornalismo italiano, i reporter che sui giornali, alla radio, dentro lo schermo della Tv, hanno raccontato le storie grandi e piccole che la guerra trascina via con sé, in Vietnam come in Iraq, nelle Malvine come in Israele, in Spagna come in Congo o nella Guinea-Bissau o in Afghanistan. Parallelo all'altro volume di Mimmo Càndito, "I reporter di guerra", che racconta la storia di "un mestiere difficile, da Hemingway a Internet", questo libro dà voce ai sentimenti, alle emozioni, alle riflessioni critiche, di chi la guerra la vive come un'amara esperienza di lavoro e da questa esperienza ricava la consapevolezza di quanto oggi davvero l'informazione sia l'arma più potente degli eserciti, "più potente d'una bomba atomica, più potente d'una fiaschetta di botulino o d'antrace".

Indice

Questo nostro mestiere, di Mimmo Càndito La schiena diritta, di Luigi Baldelli I gironi della bolgia irachena, di Lorenzo Bianchi Prima della pioggia, di Giovanna Botteri Tra vecchie e nuove guerre, di Mimmo Càndito Appunti sul mestiere (con meno ritratti di quanti avrei voluto), di Toni Capuozzo Due clienti d'albergo, in Salvador, di Maurizio Chierici Professione reporter di guerra, di Lorenzo Cremonesi La cura dell'aglio, di Bruno Crimi Los manipuladores de Madrid, di Vittorio dell'Uva Quella notte, a Baghdad, di Fabrizio Del Noce La luce che non si vede, di Toni Fontana Come i vecchi soldati, di Marco Guidi La posterità e il giornalista, di Luciano Gulli Un golpe visto troppo da vicino, di Lucio Lami Una guerra dietro le quinte, di Monica Maggioni Ma che ci faccio, ora, lì?, di Gian Micalessin E adesso ti racconto..., di Ettore Mo E io che volevo fare l'archeologo, di Claudio Monici Io sono contro gli inviati di guerra, di Alberto Negri Come la lettera di un marinaio ubriaco, di Ferdinando Pellegrini Il puzzo della morte si sente da lontano, di Giovanni Porzio L'informazione bombardata e occupata dalla politica, di Ennio Remondino In guerra c'è sempre una casualità, di Gigi Riva Pane e gin, di Carlo Rossella Una grande sfida, di Giuliana Sgrena E io amo chi sogna l'impossibile, di Gabriella Simoni Il mio Vietnam, di Giorgio Torchia La battaglia che dobbiamo fare, di Ugo Tramballi Quando a Saigon l'America si arrese, di Bernardo Valli Giornalisti uccisi negli ultimi dieci anni.


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