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Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno dì quelli che ci si augura di non dover mai ovarcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
12/08/2011
Una storia narrata magistralmente, un finale inaspettato. Uno dei libri più belli che io abbia mai letto.
11/09/2009
Davvero emozionante...mi ha colpito molto questo libro, ho fatto un viaggio nel passato attraverso gli occhi di Bruno... lo consiglio a tutti
27/07/2009
Ho letto questo libro tutto d'un fiato! leggendolo avevo nitide le immagini nella mia mente, davanti ai miei occhi, mi sembrava quasi di stare lì invisibile a tutti i protagonisti e di osservare gli avvenimenti. Molto bravo l'autore: ha saputo narrare perfettamente con gli occhi di un bambino di quasi nove anni, per bocca di un bambino ingenuo e pieno di candore...il finale onestamente non mi ha meravigliata, nel senso che arrivata quasi alla fine immaginavo andasse così...e lo trovo bello comunque anche se triste, umanamente parlando...è come se si sentisse l'eco della disperazione sorda e soffocata dei genitori...più di tutti del "comandante". Lo consiglio..lo sto già facendo! :-)
27/07/2009
Da appasionata come sono alla 2 guerra mondiale e a tutto quello che gli gira intorno questo libro e' stato un qualcosa di diverso per conoscere quella realta' attraverso gli occhi di un bambino che non riesce a vedere oltre alla sua bonta' di bambino innocente che crede in un mondo di persone buone e oneste e di questo ne fara' le spese.
22/01/2009
Resti lì, davanti all'innocenza e all'ingenuità dei bambini...di Bruno, che chissà cosa si immaginava. Terribile e crudele, ma allo stesso tempo emozionante: un libro che rimmarrà nella memoria di chi lo leggerà.
