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"Ormai è chiaro che a me interessa la sorte di un certo tipo di cristiano, nell'ingranaggio del mondo, e non saprei scrivere altro". Così afferma Silone nel saggio che precede il dramma dedicato alla emblematica figura dell'eremita fra Pietro Angelerio del Morrone, incoronato pontefice nel 1294 col nome di Celestino V, poi clamorosamentre dimessosi perché convinto dell'impossibilità di conciliare lo spirito del Vangelo con i doveri del trono. L'ambiente ancora saturo di fermenti francescani, in cui Pietro Angelerio poté suscitare la sua reviviscenza spirituale, era l'Abruzzo. Nella sua vasta opera - da "Fontamara" a "Il seme sotto la neve" - Silone ha narrato come, anche nelle condizioni più ostili e nei ceti più umili, sopravviva un modo estremo e insieme potentissimo d'intendere il messaggio di Cristo.
07/06/2007
Mario - cianfarania@tiscali.it
Anche se non leggo molto spesso testi teatrali, devo dire che ''L'avventura di un povero cristiano'' mi è piaciuto moltissimo. La vicenda dell'uomo buono e semplice alle prese con arroganze e ipocrisie di ogni genere, è una storia che si ripete da sempre. Pure Silone la descrive in modo davvero profondo e coinvolgente, usando, nel contempo, come negli altri suoi libri, un linguaggio molto semplice. Questo libro è un vero capolavoro, certamente paragonabile a ''Fontamara'' e ''Vino e pane'', gli altri capolavori dello stesso scrittore.
04/01/2007
Talmente coinvolgente che finito il libro mi sono documentato meglio su Celestino V. Perchè la scrittura di Silone affascina e il suo Pietro da Morrone conquista senza mezzi termini, indipendentemente dalla propria religiosità. Un libro ambientato in altra epoca, ma che ha un'attualità assoluta e l'avrà sempre. Una straordinaria perla.
