Il successo che sta arridendo in Occidente al libro di Sun Tzu - e che contribuisce al definitivo superamento del pensiero militare di von Clausewitz secondo il quale scopo ultimo della guerra è la distruzione e l'annientamento del nemico - non deve stupire se si considera che i generali più geniali e vittoriosi e i più famosi rivoluzionari e guerriglieri dell'età contemporanea (da Napoleone a Kutuzof, da Laurence d'Arabia a Mao e a Ho Chi-minh) avevano fatto dell'"Arte della guerra" il loro manuale preferito sposandone i principi fondamentali: la vera arte della guerra consiste nel vincere il conflitto prima di iniziarlo; in una guerra è vincente non tanto chi è in vantaggio numerico di mezzi ma chi, usando strategie indirette, inattese e non ortodosse, trasforma i vantaggi del nemico in svantaggi e i propri limiti in punti di forza. Del resto il libro di Sun Tzu è stato il trattato di riferimento per strateghi e politici americani da Nixon in poi, fino a coloro che si sono trovati coinvolti nei recenti conflitti dell'Iraq e del Kosovo, nonché per gli agenti del K.G.B. e della CIA. Ma anche le strategie degli yuppies della finanza dipendono dai principi di Sun Tzu e Sun Pin proprio perché essi insegnano come gestire in maniera vittoriosa qualsiasi forma di competizione, sia personale che collettiva, in qualsiaisi campo (mondo degli affari e marketing, appunto, compresi) pur partendo da una situazione anche di manifesta solidarietà.

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