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"Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.
21/04/2012
una sola parola: stupendo. non leggevo un libro così semplice, così scorrevole e nello stesso tempo così accattivante da tanto tempo.
07/04/2012
Un giallo diverso dal solito, senza omicidi, molto delicato con un certo che di humor che fa immaginare fatti e condividere emozioni che fanno 'correre' fino alla fine per conoscere come sono andate realmente le cose e sapere se coincide con quello che avevamo immaginato!!!! Zia Antonia sapeva di menta perchè adorava mangiare mentine. Da alcuni anni vive in una casa di riposo gestita da suore. Zia Antonia ha due nipoti: Ernesto ed Antonio. Antonio è sposato con Augusta. Non parla con Antonia né con il fratello Ernesto da diversi anni. All'improvviso e segretamente, Antonio vuole tentare di riallacciare i rapporti con la zia, ma questa al momento non sembra considerarlo. Ernesto è un buono, tanto buono che può definirsi un ingenuo. Da quando la zia è nella casa di riposo vive solo. Un giorno nella stanza di zia Antonia vi è odore, puzza, di aglio. Strano. All'improvviso l'anziana signora smette di mangiare e di parlare. Non si sa il motivo finchè non interviene il dottore, a cui viene raccontato il perchè di tali privazioni… Un segreto. Indagano la Madre Superiora ed il dottore, dietro richiesta/approvazione di Ernesto. E quando i tasselli sembra che si stiano mettendo a posto... Ecco il colpo di scena!
23/01/2012
Piacevolissimo e svelto racconto, da leggere d'un fiato, coi personaggi caratteristici della penna di Vitali: veri e nitidi.

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