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Chi è lo sconosciuto gracile e male in arnese, avvolto in un cappottone nero, in cui Melik, immigrato turco di seconda generazione nato ad Amburgo, continua a imbattersi? Dopo l'11 settembre la vita del giovane, devoto musulmano e promessa della boxe, soffre di equilibri precari, e lui farebbe di tutto pur di non cacciarsi nei guai. Ma sua madre Leyla, che considera un dovere prestare aiuto a un compagno di fede, decide di dare ospitalità allo straniero. A poco a poco lo strano ragazzo, che dice di chiamarsi Yssa Karpov, rivela di essere un profugo ceceno fuggito da un carcere russo e di essere entrato in Germania clandestinamente con la ferma intenzione di studiare medicina, grazie anche all'aiuto che gli verrà fornito da Tommy Brue. Peccato che Brue, di origini scozzesi e proprietario della banca di famiglia che porta il suo nome, non abbia idea di chi lui sia. Il ceceno, però, è in possesso di una misteriosa parola d'ordine capace di ridestare improvvisamente il passato: "lipizzano". Quando Brue sente questo termine per bocca di Annabel Richter, un avvocato specializzato nell'assistenza agli immigrati a cui Yssa si è rivolto, sa che non si riferisce alla nobile razza di cavalli di origine slovena. Lipizzano è la parola in codice con cui suo padre indicava ingenti e loschi capitali travasati dall'Unione Sovietica nelle casse della sua banca. Ma l'enigmatico Yssa sembra nascondere anche qualcos'altro: a lui, infatti, sono interessati i servizi segreti inglesi e tedeschi. Mentre gli americani sembrano semplici osservatori. Profondo conoscitore della situazione politica internazionale, John le Carré torna con una storia emozionante e attualissima, che tocca questioni e temi di primo piano come i capitali della nuova Russia, i flussi migratori verso l'Europa, la tutela dei diritti nella civiltà globale. In "Yssa il buono" il maestro della spy story si confronta con gli aspetti più ambigui della contemporaneità, ponendo l'accento sulle contraddizioni delle grandi democrazie occidentali e sull'arroganza del potere nei confronti dei più deboli.
20/10/2008
Impeccabile. Come sempre Le Carrè non delude, anzi, ad ogni romanzo sembra affinare sempre di più la sua tecnica, così che il suo affresco sul mondo dello spionaggio risulta estremamente realistico, senza nulla togliere al fascino della storia. Un romanzo che, più dei suoi precedenti, pone l'accento sulle contraddizioni delle grandi democrazie occidentali e sull'arroganza del potere nei confronti dei piu' deboli.
16/10/2008
Che il libro sia interessante e ben costruito non c'è dubbio. Forse risulta un po' pesantino: le tematiche trattate sono di una certa importanza, sotto la forma del romanzo si nasconde una forte critica alle democrazie occidentali, ai potenti che controllano l'intero pianeta. Quel che emerge alla fine, è la conoscenza incredibile dell'autore della politica internazionale. Bello, anzi forse bellissimo per tanti, ma decisamente non per tutti...

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