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-15% Wallenstein. La tragedia di un generale nella guerra dei Trent'anni Sergio Valzania 978880457319
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Wallenstein. La tragedia di un generale nella guerra dei Trent'anni


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Nella prima metà del Seicento I'Europa fu dilaniata da una serie di guerre sanguinose che devastarono alcune delle sue regioni più fiorenti e coinvolsero tutte le grandi potenze del continente. In Germania, in particolare, furono trent'anni di lotte feroci - con il loro seguito di carestie, epidemie, distruzioni e saccheggi - combattute con motivazioni sia politiche sia religiose, che videro scontrarsi eserciti imponenti e contrapporsi grandi personalità, come Gustavo Adolfo di Svezia o il cardinale Richelieu. Il conflitto, noto ai posteri come "guerra dei Trent'anni", ebbe termine solo con la pace di Vestfalia del 1648, che prese atto del nuovo assetto politico raggiunto nel continente. Uno dei protagonisti del periodo fu il generale Albrecht von WaIlenstein, complessa figura in bilico tra passato e futuro. Ambizioso, raffinato e solitario, razionale ma preda talvolta di collere parossistiche e convinto che negli astri fosse scritto il destino degli uomini - Keplero in persona gli fece l'oroscopo-, Wallenstein ebbe modo di dispiegare il suo genio di organizzatore in vari ambiti. Come signore del ducato di Friedland si dimostro amministratore abile e illuminato oltre che innovatore brillante; come generale al servizio degli Asburgo mise in luce doti logistiche straordinarie, riuscendo ad arruolare, rifornire e guidare eserciti, eccezionali per l'epoca, composti da centinaia di migliaia di uomini. Tuttavia non amò mai il mestiere delle armi: "preferì sempre creare piuttosto che distruggere" e usò la guerra come mezzo di una promozione sociale che non avrebbe potuto ottenere altrimenti. La portata dei suoi successi suscitò subito grandi invidie, mentre la sua pretesa di vedere riconosciuti e ricompensati i risultati conseguiti lo rese presto una figura ingombrante e malvista. Al culmine della sua parabola, Wallenstein si convinse di poter agire da arbitro della situazione in Europa e di poter imporre la pace alle proprie condizioni. Fu un'illusione che si rivelò fatale. Ferdinando II d'Asburgo decise di sbarazzarsi di lui in modo definitivo e ci riuscì con l'aiuto del "partito degli italiani", composto da quei generali a lui fedeli, come Ottavio Piccolomini e Mattia Gallasso, accorsi dall'Italia in Germania per combattere sotto la sua bandiera. In "Wallenstein" Sergio Valzania cerca di cogliere la complessa personalità del generale asburgico, di svelare le ragioni del suo agire, collocandolo sullo sfondo di quella tragica guerra e di un secolo, il Seicento, pieno di luci e ombre, situato sul crinale fra due epoche, di cui risentì gli influssi contrastanti, e che costituisce uno dei momenti fondanti del mondo moderno.


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