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Romanzo della maturità del grande scrittore americano, "Vicolo Cannery" narra di un mondo in cui vivono usurai, pescatori, ruffiani, giocatori ed emarginati di tutte le razze. In questo microcosmo di diseredati spicca la figura di un solitario e misterioso biologo che, nonostante la differenza di classe, si interessa a loro instaurando un rapporto di affettuosa amicizia e solidarietà umana. Insieme imparano a farsi burla del destino riuscendo a costruirsi un'esistenza degna di essere vissuta, che finisce per rendere questi personaggi eroi e simboli del vivere quotidiano. Nella narrazione scanzonata delle avventure di questa unamità, Steinbeck restituisce il ritratto tragico, e al tempo stesso comico, di uomini e donne vittime di un grande equivoco morale che sono l'altro volto del modello di benessere americano.
16/11/2005
REXLEX - cn25456@hotmail.com
Avro' letto questo libro almeno sei o sette volte.Steinbeck fa parte delle mie letture giovanili , di lui ho letto tutto il pubblicato. L'ho letto e soprattutto l'ho riletto per trovarci quella atmosfera di serenita' che ogni tanto fa bene respirare. Un romanzo maschile scritto da un uomo per altri uomini ove l'amicizia ed il gruppo sono il leit motif. Certo lo Steinbeck che scrive ''Cannery Rod'' è un'uomo che ormai ha abbandonato le grandi tematiche sociali per ripiegarsi sull'intimistico , una parabola comune a molti autori , ma l'abilita' dell'autore c'e' ancora tutta. Leggendolo provate a scorgere l'atmosfera solare e scanzonata di questo gruppo di sfaccendati senza responsabilita' ; quello che vorremmo fare ogni tanto tutti noi. Trovarsi con Mack ed i ragazzi tra i tubi rugginosi dietro allo stabilimento di sardine a parlare dei grandi quesiti filosofici ( come si organizza una festa , qual e' la miglior mistura di bourbon ) con il tempo che scorre senza ansia.Il bello di questo libro inoltre è che ha un seguito ! intitolato ''Quel fantastico giovedi' '' ...una chance in piu' per stare con gli ''amici''. Un capolavoro ? forse è esagerato da un punto di vista strettamente letterario ma non me la sento di dar meno di 5 stelle.
12/06/2002
C'è un america, un america che vince. Un america che cammina veloce verso continue conquiste. C'è un america protesa verso la frontiera. C'è un america che è sempre un passo al di là del confine. Per anni l'america ando verso l'ovest, una corsa verso l'ovest. Poi l'america arrivò al mare, ma non si fermo, andò oltre Arrivò alle filippine Arrivò alle Hawai Arrivò in Giappone Poi non c'erano più terre da conquistare. Mal'america non si fermò. Cominciò a conquistare i cuori Conquistare le menti. Conquistare i mercati. Fummo invasi dalla Coca Cola e dalla Pespi Cola, dalla gomma americana, da MacDonald, dai jeans.. dai bluejeans. Poi l'america che vince guardò il cielo. E cominciò una nuova corsa. Prima nella ionosfera e poi sempre più sù, nello spazio. Arrivò sulla Luna. Arrivò su Marte e lanciò una sguardo oltre gli enelli di Saturno, lanciò uno sguardo oltre Nettuno. Mandò il suo messaggio nello spazio profondo. C'è l'america delle Twin Towers del ponte di Broklin del primo sommergibile sotto l'artide. C'è l'america dei primati olimpici, c'è l'america di Lucas e di Spielberg, c'è 'laemrica del football di Marylin Monroe. L'america del dollaro. Ma c'è anche un america triste e silenziosa. L'america dei vicoli, l'america degli afro-americani, l'america della violenza, l'america delle tre k, l'america dei portoricani, degli ispanici e degli orientali. L'america che ha dato forza a Martin Luther King, che ha dato vita a Malcom X e alle pantere nere. L'america che ha gridato con forza pace su carozzelle con feriti nel corpo. L'america delle contestazioni. C'è l'america dei figli dei fiori, dei fuggiti di casa nel cercare nuove famiglie e l'america di Woodstock C'è l'america del hascish, dell'eroina e del crac. L'america dei disoccupati, dei derelitti, dei falliti L'america dei ghetti l'america di Harlem l'america di little tokio l'america di little italy, delle riserve indiane e di quelle esquimesi C'è l'america di Steinbecke e di Caldwell L'america di Spick Lee. C'è l'america del filo spinato L'america della colt facile l'america della morte in diretta Un altra america meno bella, meno gloriosa e meno conosciuta, ma forse più epica, ppiù vera e più triste. C'è un america che non viaggia Un'america piantata in terra Un'america scordata da Dio e nascosta dagli uomini

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