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Verità e libertà. Conversazioni con Richard Rorty. Il testamento spirituale di uno tra i più importanti filosofi americani


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I contenuti

Questa raccolta d'interviste con Richard Rorty copre un periodo di circa vent'anni. In generale ognuna è legata alla pubblicazione di uno dei suoi libri, ma alcune sono anche motivate dal particolare momento o evento politico che si è pensato meritasse il commento unico di Rorty. Benché si riferiscano a un periodo di tempo piuttosto ampio e in questo periodo della sua vita di filosofo Rorty fu intensamente prolifico come pensatore e scrittore, le interviste si presentano ben mirate. Ci mostrano una delle proposizioni centrali del suo pensiero: che la ricerca in privato della sublimità deve essere indipendente dalla ricerca della solidarietà pubblica. Rorty si è mantenuto coerente nella sua visione politica, circa il ruolo della filosofia nella politica e il ruolo della politica nella società americana. La sua idea di sinistra è stata abbastanza costante per tutto l'arco della sua vita. Altra cosa patente in queste interviste è che il liberalismo borghese postmoderno di Rorty e la sua politica postfilosofica non sono motivati né da uno spirito conservatore, né da uno spirito anarchico. Né sono le sue vedute frivole o relativistiche. Piuttosto, è chiaro che il lavoro di Rorty è motivato dalla speranza e dall'utopia di una giustizia sociale. C'è una dimensione eroica nello storicismo nominalista di Rorty. Vuole rimanere aggrappato alla speranza di una trasformazione sociale, che avvenga però senza alibi storici né religiosi a garantire il suo successo e la sua conservazione. (Dalla introduzione di Eduardo Mendieta al volume).


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