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Fu come un colpo di falce. Il 9 ottobre 1963, alle 22.45, duemila persone e un intero paese furono cancellati per sempre. Più di quanrant'anni sono passati e il ricordo dei morti è ancora sospeso sulla valle. Anche se i fatti di quella terribile notte diventano sempre più lontani, quel passato resta inciso sulla pelle di chi l'ha vissuto. Come Mauro Corona, lo scrittore-alpinista di Erto; e come i personaggi di questo testo inedito. All'osteria del Gallo Cedrone sei uomini si ritrovano a discutere fuori dai denti, tra un bicchiere di vino e l'altro, sulle responsabilità della tragedia; sul dopo Vajont, su chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso. Dalle loro parole ruvide e coinvolte emergono accuse, notizie, fatti.
22/08/2008
Ho letto questo libricino e la mia opinione personale è che questa pubblicazione non abbia altro scopo se non quello di far cassetto, attirando il lettore (e acquirente) col nome di Corona legato a quello del Vajont. Un po' come fanno i tanti che Corona critica. E dalle parole di queste persone al bar, a parte gli sproloqui non emerge niente che già non si conosca su questa tragedia immane.

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