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"Una testa mozzata", ovvero l'amore secondo Irvine Welsh: una storia sboccatamente romantica, tragicamente spassosa e innocentemente matura, che l'autore di "Trainspotting" ambienta in un'anonima cittadina di una popolosa regione a nord di Edimburgo. A raccontarla in prima persona, alternando punti di vista e stili narrativi, sono i due protagonisti: Jason King e Jenni Cahill da Cowdenbeath, Fife centrale, Scozia. Lui, ventisei anni e poco più di un metro e mezzo d'altezza, ha archiviato le giovanili speranze di diventare un fantino professionista e si barcamena in un presente non troppo radioso da sottoccupato cronico e stella locale del subbuteo. Tra una partita e l'altra del "meraviglioso gioco da tavolo" e lavoretti più o meno leciti, Jason inganna la monotonia delle giornate di provincia ascoltando Cat Stevens, scolandosi quantità esagerate di Guinness e tampinando quasi ogni ragazza gli capiti a tiro. Da un po', però, a dare materia alle sue fantasie sono le morbide forme della dolce Jenni Cahill, la figlia danarosa di un discusso imprenditore della zona. Cavallerizza di scarso talento, con una passione per Marilyn Manson e vaghe aspirazioni suicide, lei non sembra tuttavia troppo entusiasta di ricambiare le attenzioni di quel "nanerottolo schifoso" di Jason. Ma si sa, le apparenze possono ingannare e al cuor non sempre si comanda, e saranno prima il caso e poi un tragico incidente a far scoprire ai due ragazzi di poter condividere qualcosa: il sogno di una nuova vita, lontana dal grigiore di ogni Cowdenbeath del mondo.
05/02/2009
Ho appena finito di leggerlo. Divertente e surreale, Welsh da il suo meglio nel costruire protagonisti a dir poco riprovevoli ai quali però noi lettori non possiamo che affezionarci sinceramente. Nota di plauso alla traduzione di massimo bocchiola, fresca, scorrevole e perfetta nel riprodurre lo slang locale, per altro difficilissimo da rendere in un'altra lingua. Mi associo alla domanda di Guido: cosa diavolo succede al barbone? Cosa chiede Jason a Jenni? E perché lei si sente ''sporca'' dopo? E' l'unico aspetto del romanzo che risulta incomprensibile al termine della lettura.
02/01/2009
E' veramente una magra verve di welsh non lo comprerò più......
29/12/2008
Lettura molto leggera, trai i libri di Welsh il più semplice....l'ho letto in un pomeriggio. Solo una nota: DA LEGGERE IN INGLESE, la traduzione non mi ha convinta....espressioni dialettali mai sentite!!!
12/12/2008
Ho appena finito di leggerlo, mi ci sono volute poche ore. Scusate, ma qualcuno ha capito cos'ha fatto Jill al barbone? Guido myollnir@yahoo.com
28/10/2008
insomma... da fanatico quale sono del genio welsh devo dire che questo libro è l'unico che non mi ha appassionato come di solito succede con le sue scritture. Carino ma sicuramente il meno ''dotato'' della verve welshiana.
16/10/2008
I due protagonisti del libro sono così strampalati e originali che vi cattureranno! A me il libro ha divertito e commosso insieme, perché gli argomenti a volte quasi tragici sfociano in situazioni semi comiche davvero riuscite. E poi c'è l'abilità di base di Irvine Welsh, che è sensazionale. Leggetevelo e non ve ne pentirete!
08/10/2008
Lettura leggera ma molto piacevole. Non avevo mai letto libri di Welsh, ma devo dire che mi ha fatto l'impressione che speravo. Questi ''britannici'' hanno un modo di scrivere veramente divertente. Ho trovato in Welsh la stessa carica umoristica dei libri di Roddy Doyle (quello di The Van, Bella Famiglia, Paddy Clarke ecc.). Un pò surreale, un pò cinico, un pò malinconico. Senz'altro un affresco di alcune realtà della Scozia lontatno dalla città. Per gli amanti del genere e per coloro che amano il linguaggio ''da strada'', da non perdere.
