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Monique ha sempre creduto nel suo matrimonio. Soprattutto, ha sempre creduto nel suo ruolo di moglie: muoversi sicura per casa, gestire la vita familiare, provvedere agli altri con la certezza di essere necessaria. Ma è bastata una frase di Maurice: "C'è una donna". E se Monique è tradita dal marito, la madre di Philippe lo è dal figlio, che al progressismo materno preferisce lo spirito pratico e conservatore della moglie. Murielle, invece, non ha né mariti né figli con cui scontrarsi: due matrimoni finiti male e il suicidio della figlia la condannano a una solitudine che la rende cruda e volgare, astiosa verso il mondo e verso un Dio che forse non c'è. Tre racconti, tre donne, tre crisi.
12/02/2009
Un capolavoro di introspezione femminile narrato con uno stile scorrevole ed incredibilmente "avvincente", tenuto conto degli argomenti così intimi come il tradimento, la famiglia, il dolore.
28/01/2008
Non avevo mai letto la Beauvoir perchè pensavo che avesse una scrittura datata e invece questo è un libro bello e moderno. Una scrittura che penetra nella mente delle donne e le segue nelle loro emozioni sentimenti nevrosi dolcezze insicurezze. Una maestra della scrittura. Una vera scoperta!
15/03/2006
In questo libro sono narrate tre diverse storie che hanno per protagoniste tre donne. Nella prima la protagonista è una donna quarantenne tradita, che cerca di continuare a vivere col marito che si divide tra lei e l'amante: situazioni per lei inizialmente inammissibili, col passare del tempo rientrano nella normale routine. I suoi valori della famiglia e dell'amore eterno crollano di fronte alle nuove situazioni che si trova a vivere. Nella seconda la donna sta vivendo il tramonto della sua vita insieme al marito; ciò che non le dà pace è l'atteggiamento del figlio, il quale è reo di aver abbracciato posizioni politiche diverse dalle sue (secondo la madre dopo aver conosciuto la moglie). Ella si sente sola in questa battaglia, poiché il marito, invecchiato, non le dà il sostegno che si aspetta. L'ultima storia è un monologo (o meglio uno sfogo) di una donna, colpevole (secondo i più) di essere la causa della morte della figlia: ella vive da sola (senza più neanche i figli) dopo che il marito l'ha lasciata. L'autrice, in questi racconti, descrive attentamente i moti dell'animo umano e i sentimenti che muovono le donne, quando si trovano in situazioni difficili. Per questo, numerosi sono gli spunti di riflessione a valle dei dialoghi e delle storie raccontate.

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