Questa è la storia di un talento sprecato, ma non del tutto. Questa è la storia di Gaspare Torrente, figlio di pescatore e aspirante latinista, approdato a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, deve fare il liceo e dimenticare il piccolo mondo senza tempo dell'isola. E allora eccolo, il talentoso spaesato, arrivare in una Torino plumbea e avara. Eccolo entrare al liceo, dove non trova grandi maestri ma insegnanti impegnati a imbastire compresenze, a sostituire le grammatiche con programmi 'agili e flessibili'. Eccolo accanto ai compagni, con le scarpe sbagliate e la felpa senza cappuccio. E' fuori moda, fuori tempo, fuori posto: un pesce fuori dalla sua acqua, una barca nel bosco. E così, come in una specie di mondo alla rovescia, Gaspare deve giocare alla Play Station, deve imparare il lessico del branco, deve scrollarsi di dosso quei dieci in latino che arrivano puntuali come lo scherno della classe. E se la scuola tradisce le sue aspettative, qualche anno dopo l'università gli appare come un teatrino grottesco dove vanno in scena docenti in carriera e giovani illusi da prospettive fumose - "Dopo la laurea, si faccia vedere...". Ma proprio quando tutto sembrerebbe perduto, la vita regala al genio di Gaspare una svolta sbalorditiva: a partire da un piccolo pioppo, comprato quando ancora era giovane liceale e si preparava a ospitare una coetanea francese per un soggiorno-scambio, nasce un nuovo, imprevedibile universo. Riscatto etico ed estetico nei confronti di una società che riconosce solo i gregari e di un sistema scolastico che si rivela inadeguato a coltivare un talento; un sistema che Paola Mastrocola coglie nelle sue pieghe più divertenti e insieme drammatiche, calandosi nella voce di un ragazzo che tra lo stupore e l'amarezza racconta il proprio percorso di 'sformazione'.
20/09/2009
Io l'ho letto per le vacanze, ma sinceramente non mi è piaciuto granché. Mi ha annoiato tantissimo e neanche lo stile che ha utilizzato per scrivere la storia mi è piaciuto. So che cercava di imitare il linguaggio giovanile, ma era pesante, aveva un ritmo troppo lento e troppe ripetizioni.
02/09/2009
Io ho letto questo libro e mi è piaciuto moltissimo... solo ke non ho compreso perfettamente il significato dele piante che coltiva, e nn capisco perkè a Furio nn piacciono le sue piante.. Se qualcuno me lo puo spiegare mi farebbe un grandissimo piacere, e renderebbe la mia vita + bella e significativa. Grazie 1000 e kissoni a tutti
16/03/2009
Strepitoso un belllissimo libro legato alla adolescenza e alla scuola..e' molto interessante divertente ...ci fa capire che cosa vuol dire diventare grandi, crescere, fare il liceo, i primi amori, la morte e le prime difficolta' ..di un talento sprecato ...molto vicino ai tempi d'oggi dove si fa fatica a fare strada e non sempre si ha la vita sognata.
12/01/2009
Davvero bello ed interessante questo libro...mi è stato assegnato per la lettura durante le vacanze natalizie...e leggere questo libro è stato interessantissimo...leggere la storia di un ragazzo che ha a circa la mia età è stato stupendo....il suo cambiamento nei modi di fare e di porsi, fanno capire il vero cambiamento che subiamo noi durante questa, ovvero la più bella età...dove è il tempo delle ragazzate e delle prime esperienze!! Secondo me questo libro cerca anche di farci capire i veri sacrifici che i nostri genitori fanno e dovranno fare per garantirci un futuro meraviglioso....e suo padre fa i sacrifici per far si che suo figlio diventi un avvocato come lui desiderava....certo il finale non è dei migliori ma nel complesso bisognava anche aspettarselo...davvero interessante e emozionante...un bacio Angela...
06/11/2008
questo libro l'ho trovato molto intersting perchè, mi ha ampliato la mente sui bisogni degli adolescenti come Gaspare(Felix).
04/09/2008
Questo libro fa riflettere. Scritto semplice, ma molto bene. una storia surreale, ma in realtà molto concreta e attuale. Bello.
09/02/2008
Questo libro mi è piaciuto davvero molto. Anche io l ho dovuto leggere perchè il prof ce ne impone uno al mese (trovo che sia giusto peraltro, frequentando un liceo). L'autrice ha saputo cogliere i principali problemi adolescenziali riguardo la scuola, anche se io nn vivo assolutamente la situazione di Gaspare, anzi tutt'altro. Diciamo che qsto libro, la cui trama nn mi convinceva, mi ha davvero colpito ed è molto significativo... poi la Mastrocola ha raccontato fatti all'estremo, ma erano divertenti (cm la cintura d pesce) ed essenziali x spiegare cosa voleva dirci cn qsto libro... Ciò che mi ha delusa maggiormente è il fatto che un talento cm Gaspare si ritrovi senza lavoro e soprattutto solo, tanti sacrifici, tanta fatica... e chi vince? Chi nn ha mai fatto niente nella vita o chi è raccomandato.
31/01/2008
Giuli&Frency - Giuly&Frency@hotmail.it
E' inutile dire che questo libro ci è stato consigliato dalla nostra prof di lettere... commento? Scusate se esageriamo ma ORRIBILE. Effettivamente non abbiamo mai letto altri suoi libri ma dopo questo, ne facciamo anche a meno. L'autrice ha descritto la vicenda in modo surreale ed eccessivo. Quale ragazzo, anche se ha vissuto tutta la sua infanzia in un'isola, arriva al liceo in una grande città in quelle condizioni? Quale ragazzo del 21esimo secolo, per quanto ''sfigato'', passateci il termine, può vivere i suoi anni del liceo in questo modo? 1. in quale scuola, specialmente un liceo, si fa UNA SETTIMANA INTERA di accoglienza? noi anche alle medie abbiamo fatto lezione il primo giorno e non siamo extraterrestri provenienti da un mondo parallelo. 2. neanche 007 avrebbe fatto la spia alla preside sui MINUTI di ritardo dei professori. oltretutto la preside è quasi più suonata di Gaspare stesso. ma soprattutto quale ragazzo normale conta i minuti di ritardo? anche i più ''secchioni'' passano quei minuti se non per fare due chiacchiere almeno a ripassare! 3. in quale liceo si sfotte così tanto uno che va bene in latino? tuttivorrebbero avere lamedia del10 in latino.... tutti sono in crisi adesso per roblemi di bocciature e debiti e lui si fa delle pare perchè ha 10 in latino????? sarebbe così in un mondo parallelo al contrario!!!! 4.ma dimmi te come può uno che, come dicevamo prima ha la media del 10 in latino, va a fare all'università, prima scienze sociali, poi giurisprudenza per poi aprire un bar... e poi quelle piante! se avessimo portato a casa delle piante di pioppo le nostre madri avvrebbero buttato fuori di casa NOI e LE PIANTE... invece quella povera donna che si fa in quattro per pagargli il liceo e le sue pazzie in fatto di ''moda'' gli lascia tenere in casa non una piantina alta 10 centimetri ma UN ALBERO! e poi la zia che dà pure corda a Gaspare. Questi sono solo alcuni punti che non ci sono piaciuti. In generale la Mastrocola ha cercato di descrivere un disagio sbagliando però l'ambientazione, perchè avvenimenti di questo tipo accadono al massimo alle medie, e rendendo irreali i comportamenti e le azioni di questa situazione di disagio. Come si suol dire IL TROPPO STROPPIA.
21/01/2008
Bello... questa storia dal sapore amaro e tenerissimo mi ha lasciato dentro l'impronta di un qualcosa che un po' tutti viviamo o abbiamo vissuto: l'inadeguatezza, l'inasprirsi della competizione, la nostalgia della giovinezza che trascorre rapida e inesorabile. Mi intenerisce Gaspare Torrente soprattutto quando parla della disillusione universitaria, delle prospettive oscure, veri e propri specchietti per le allodole... Quel ''si faccia vedere'' e la promozione dei mediocri, dei raccomandati penso sian il reale specchio della nostra società... Bello e anche commovente, al punto che in quella ''sala in barocco piemontese'' rivedo tutto un mondo, disperatamente perduto. Manuela B.
21/12/2007
Il libro della Mastrocola è stato il primo libro ke ho letto... probabilmente nn l'avrei mai letto se il mio prof di italiano e latino nn mi avesse obbligato a farlo... cmq se devo esprimere un giudizio devo dire ke non mi è piaciuto molto... anke xkè il protagonista ha uno stile di vita e un carattere molto diverso dal mio e ke tra l'altro non condivido... soprattutto quando dice ke vorrebbe essere come il suo compagno di classe,''Il Seba''... io credo ke ognuno di noi abbia qualcosa di speciale ke ci distingue dagli altri e quindi io personalmente non invidio proprio nessuno... poi è anke pesante come ragazzo... si mette a contare i minuti di ritardo dei suoi prof e li comunica alla preside... dai!!! ...ci credo ke non aveva amici... poi quell'altro ragazzo ''Furio'' ke ama cosi tanto i peluche da aprirsene una fabbrica... uno ke si laurea a Berkeley poi trova qst mestiere... mi sembra un po' strana la cosa... poi gli alberi in casa... mah... Direi ke la Mastrocola ama molto la fantascienza cmq...
19/12/2007
alessandra - ciao@hotmail.it
Il libro mi e stato 'consigliato' dal mio insegnante di lettere e anche se non mi piacciono molto le 'letture forzate' ho iniziato a lggerlo. Da quello che avevo letto sulla copertina mi era sembrato interessante e penso che queste tematiche siano interessanti, ma non ho molto apprezzato il modo in cui la scrittrice le ha affrontate. Non sono riuscita a farmi coinvolgere ed appassionare dalla lettura in quanto in alcuni punti mi e sembrato troppo stereotipato ed esagerato. Inoltre ciò che mi ha dato un po' fastidio è stato che l'autrice 'ha fatto di tutta l'erba un fascio'. Ho trovato alcuni capitoli noiosi e superflui, altri troppo sintetici e sono presenti spesso delle ellissi che talvolta confondono chi legge.
10/12/2007
francesca - francescapino93@hotmail.it
Ho letto qst libro sl a causa della mia prof ke ci ha obbligati (dal momento in cui ha deciso ke ogni mese ci farà laggere libri diversi)... nn mi è piaciuto x nnt (forse prpr xk è stata ''una lettura forzata'')... è mlt banale e anke surreale ed ''esagerato'' (ad es. x qnd riguarda la moda ke a distanza di una sett camiano abbigliamento... mah!). Non è lo stile ke preferisco leggere anke xkè, almeno x qnt mi riguarda, nn mi ha trasmesso nnt, dai valori ai sentimeni. Bye bye. Saluti a Paola Mastrocola.
09/12/2007
O_olllllga! - puffa_93@hotmail.it
Dunque... - l'autrice descrive parzialmente il mondo degli adolescenti... (non tutti,vi assicuro, sono così!) - la genialità di Gaspare è fine a se stessa, non riesce a lottare per avere un futuro migliore. -mi è sembrato abbastanza triste... (ma insomma, è possibile che non accade nulla di positivo???) -l'autrice ci propone una società vuota e superficiale ma non il modo per aiutarci ad apprezzare il mondo della cultura, a valorizzare i talenti e a dare meno importanza alla popolarità e all'estetica...
02/12/2007
Ho letto questo libro xkè la mia prof di italiano mi ha obbligato, secondo me il protagonista è 1 po' troppo strano, come il suo amico furio (ma si può avere la passione x i peluche??? a 14 anni??? mha), cmq è 1 bel libro, trascurando le stranezze, (alberi in casa???) ke fa riflettere sul comportamento dei giovani e dei maestri oggi, sui i sacrifici che i genitori fanno per noi per comprarci abiti alla moda(per alcuni). Cmq è 1 libro interessante, ma anke triste, soprattutto negli ultimi capitoli quando muoiono tutti. Da leggere... ciao!!!
05/11/2007
Questo libro è veramnete bello, lo consiglio a tt i ragazzi ke si trovano in difficoltà al liceo o all'università.
08/09/2007
Questo ragazzo Gaspare è fuori dall'ordinario...è matto, può anche essere un genio ma è uno stupido se con le sue capacità non lotta per avere un futuro miglior, poi il suo amico dei peluche anche lui non è a posto.come si fa a 15 anni a giocare con i peluche e avere poi successo?è un libro troppo ''finto'' per i miei gusti e non capisco come a qualcuno possa piacere perché io vorrei saperlo...
04/09/2007
Ho letto il libro sotto consiglio della mia professoressa d'italiano. L'ho appprezzato molto perchè mi ha fatto capire quanto alcuni comportamenti di noi giovani possano sembrare assurdi ed in effetti lo siano... Sono rimasta un po' delusa dal finale, ma non sempre le cose possono finire bene...
02/09/2007
Baldr - barbeomassoni@yahoo.it
Non so, a me ha lasciato qualcosa di vuoto... sembra incompleto. Forse manca una parte ''sentimentale'' o comunque un qualcosa che funga da aggancio al mondo reale. Come in quasi tutti i romanzi la parte migliore è l'inizio... chissà se è perchè verso l'ispirazione si affievolisce, o solamente perchè le varie possibilità dell'avvenire sono sempre sono più intriganti del neccessario dispiegarsi degli eventi. Soprattutto la parte sulle piante è troppo lunga e poco realistica
04/06/2007
Molto bella soprattutto l'ultima parte!Un finale che può sembrare affrettato, ma che in realtà è molto profondo(e triste). Io ho l'età del protagonista e,anche se non sono assolutamente un genio come lui, in alcuni passi mi sono sentita molto simile a lui!
20/05/2007
...è vero,non tutti i libri sono educativi e questo scritto è parte di quella categoria! Pur vero è che non possiamo leggere solo romanzi ''educativi'',ma almeno nelle scuola filtrerei certi romanzi... Manda un messaggio sbagliato,induce a gettare la spugna e non credere in se stessi... Io dico che ognuno ha quel che si merita ed evidentemente quel ragazzo (Gaspare), che a mio avviso è matto, non meritava nulla più di quel che ha avuto! Questo libro non insegna a lottare...
17/04/2007
terry - la_titty92@yahoo.it
il libro mi è stato consigliato dalla prof, come spunto per il prossimo tema, la storia è appassionante, l'ho divorato in soli due giorni!!! comunque lo consiglio a tutti anche perchè si vede questo mondo da due prospettive diverse di vita....1 è quella di gaspare che vuole ambientarsi a torino, l'altra è quella della mamma che lo vede piccolo e immaturo quando vuole imitare gli altri comprando gadgets tipo '' la cintura di PESCE'' all'inizio non volevo leggerlo per il titolo un po' stupido, poi leggendo la sintesi e capendo il contenuto posso dire che questo libro è davvero un capolavoro infatti ho già comprato un'altro libro della mastrocola...la gallina volante____sarà bello???
18/02/2007
Io volevo solo dire che questo libro per me è risultato bello perché potrei dire che racconta (non del tutto) quello che è successo a me, perchè anche io sono partito dal sud Italia e sono andato a Torino! Non conoscevo nessuno tranne i miei cugini e praticavo una moda diversa da qella dei miei cugini! Però con il passare del tempo credo di essermi ambientato! Devo dire grazie a Mastrocola perché mi ha fatto capire molte cose che ho combinato per diventare come gli altri! Ora sto ancora studiando per diventare un avvocato e grazie anche alla mia professoressa sono riuscito a leggerlo,. Ragazzi leggetelo e molto bello! Ciao
07/02/2007
a me hanno imposto questo libro, all'inizio non volevo proprio perché me lo hanno dato a scuola, ma poi ho visto che c'era tutto un mondo dietro.. e poi i suoi problemi sono anche i nostri!
22/01/2007
la perfetta personificazione di paola mastrocola in uno spaesato adolescente che da un'isola si ritrova a torino ci riporta a questo fantastico libro scorrevole,veloce,piacevole e consigliabile sia agli adulti sia ai ragazzi.la caratteristica che piu',secondo me, risalta, e' l'esagerazione di una societa' vuota e superficiale o x meglio dire,il futuro negativo che ci aspetta se si continua a snobbare la cultura,a sprecare o sottovalutare talenti e a valorizzare l'estetica e la popolarita'.peccato,pero' che la prima parte,ricca di mille sfumature, si e' trasformata in noiosi capitoli sulle piante dalle quali il protagonista ne ricava veri e propri insegnamenti.soltanto gli sbalzi temporali interrompono la vivacita' del racconto che nel complesso e' buono,profondo,educativo,con un finale insolito ma con una trama a noi vicina.
21/01/2007
E UN ROMANZO KE FA CAPIRE IL DISAGIO DEI RAGAZZI CON CONDIZIONI ECONOMICHE POCO AGIATE. LO CONSIGLIEREI PIU AI GIOVANI KE AGLI ADULTI PERKE RIFLETTE LA NOSTRA REALTà.
21/12/2006
___wendy___ - wendy3792@hotmail.it
è stato molto bello da leggere! l ho letto in pokiximo tempo e...devo ringraziare la mia prof ke m ha obbligata...alla fine m sn commossa,l'autrice è stata capace d farmi ridere ma anke...1 pò.. cm dire rattristire. sn riuscita ad imedesimarmi...m è proprio piaciuto!!! lo consigliooo a tutti!!! ciao ciao buona giornata
13/09/2006
Alessandra - alex2@inwind.it
Molto bello... Anch'io quando avevo 15 anni mi sono sentita come Gaspare Torrente... Forse per questo, forse no, questo romanzo mi ha davvero emozionata...
26/08/2006
si si molto bello, ma adesso mi prendo la recensione per la scheda libro che devo fare come compito
26/06/2006
non ho letto altri libri di quest'autrice... e x essere sincero nn ho neanche finito questo... sono arrivato + o - a metà. nn è certo 1 grankè, anke se le idee di fondo sn giuste! io frequento il liceo scientifico, e è VERO ke spesso i prof ritardano... ma quel ragazzo è PARANOICO! fare 1 tabella e portarla al preside: ma x favore!!!!!!!!!! condivido le idee di mastrocola, ma credo ke abbia stereotipato il personaggio del perfettino secchione. ankio studio il latino, e mi impegno; sn riuscito a superare i primi 3 anni di liceo senza contare le ore di assenza dei prof! capisco l'impegno e tutto, anke avere la 1 possibilità di studiare seriamente venendo da 1 isola sperduta... xò!!! io il primo anno leggevo i fumetti e il latino, ki lo sapeva?!?!?!? qnd avrò finito il libro, credo ke riconfermerò la mia opinione, anke a giudicare dalle altre di miei compagni ke ho sentito... cmq: bello il modo di scrivere, perfette le idee di fondo, esagerati i paragoni con il mondo d'oggi e la descrizione del ragazzo.
08/03/2006
...proprio cosi caro gaspare usa la tua testa...cmq molto bello e reale to0o
04/03/2006
Andrew - Andrewsoft.mr@libero.it
Vivo alla ricerca di storie cosi.Anche con un lessico e una sintassi molto elementare i sentimenti espressi e le emozioni suscitate sono di un livello altissimo. Magari avessi un libro così almeno una volta l'anno...Saluti
11/01/2006
E' un libro originale. Mi e' piaciuto molto sia per la tecnica narrativa dell'Autrice che per la storia di Gaspare (che dopo alcune pagine ti sembra di conoscere bene e ti ci affezioni pure. A lui e ai suoi genitori). Ha saputo farmi provare forti emozioni anche se alla fine mi ha lasciato triste e non riesco a smettere di pensarci. Comunque vorrei dire a Paola Mastracola: grazie!
02/12/2005
ilaria - ilaz_82@tin.it
Bello, bello e ancora bello... lo rileggerei altre cento volte! La tenerezza e la semplicità di Gaspare fanno venir voglia di sperare che ci siano ancora persone così... Il libro è scritto magistralmente, è piacevole, scorrevole e con la giusta dose d'ironia. Si può seguire il vissuto di Gaspare riuscendo ad immedesimarsi in lui... soprattutto nel finale, commovente e bellissimo... che ci fa riflettere sul significato di tutte le parole non dette. Stupendo!
12/09/2005
Anna - robyzocca@aliceposta.it
Un romanzo divertente e allo stesso tempo molto reale, dove si può individuare il contrasto tra due mondi molto diversi. Il primo...quello di Gaspare...onesto e pacifico, senza troppi inganni. Il secondo...quello di cui fanno parte tutti gli altri, sempre all'avanguardia, che mette in primo piano i soldi e il potere. La scrittura scorrevele e qualeche battutina divertente, nascondono l'insicurezza di un ragazzo che vede il suo futuro immerso al centro dell'oceano, che si sente solo, ma, che tuttavia, sorpassa ogni brutta avventura e cerca di ricominciare da capo.
12/09/2005
Un libro che colpisce subito come forma insolita di scrittura, dall'allegro all'ironico, al triste. Un libro reale per il quale consiglierei la lettura a TUTTI.
30/08/2005
ho letto una barca nel bosco per la scuola durante le vacanze estive. è per molti versi un libro interessante che tratta i problemi di un adolescente che deve fare i conti con nuovi amici e problemi che non si sarebbe mai posto se non avesse dovuto cambiare città. come storia penso che sia buona, ma non mi è piaciuta la tecnica narrativa dell'autrice, la maggior parte delle volte si iniziava la frase parlando di una cosa e si terminava con l'opposto e poi era un pò difficile risalire all'inizio del pensiero...
19/04/2005
La recensione della Zafferani dell'ottobre 2004 mi trova perfettamente d'accordo! E' ovvio che il protagonista sia dipinto (peraltro, in maniera magistrale) dall'Autrice del libro in toni paradossali e simbolici, che lasciano all'immaginazione ed al personale vissuto del lettore interpretazioni varie e soggettive, che prescindono dall'epoca attuale in cui la storia è ambientata, ma comunque foriere di sensazioni forti ed autentiche. Nessuno, però, potrà liberarsi dal profondo senso di tristezza, che permane al termine del romanzo...
18/04/2005
se fosse stato un libro di fantascienza gli avrei dato anche più di 5
28/03/2005
ANDREA - agsbda@hotmail.com
ho appena finito di leggere ''una barca nel bosco'' ed è stato parecchio faticoso. era troppo pesante, si soffermava troppo tempo su temi che non erano importanti, si potevano tagliare un sacco di pagine senza perdere nulla. qualche volta era anche spiritoso, con delle battutine divertenti. non mi è piaciuto come è stato scritto. non usava congiuntivi e tutto quel linguaggio da ragazzi era troppo colloquiale. ho capito che era fatto apposta, ma va bene per un po'di pagine, poi diventa pesante per un libro. alla fine non si riusciva più a seguire il filo temporale perchè saltava gioni, mesi, anni che poi magari specificava dopo, ma ci si perdeva.
17/03/2005
Michela RN - smartymiki@libero.it
Ho cominciato a leggere questo libro perchè il titolo mi aveva incuriosita. Mi son fatta subito tante risate, perchè la descrizione di come Gaspare trovi tutto così strano e lontano dalle sue abitudini, è divertente. Poi ho cominciato ad appassionarmi alla storia, Gaspare era diventato quasi il mio eroe, la sua passione per il latino e la mia per il diritto romano ci hanno avvicinati...mi son portata il libro dappertutto, anche alla posta dove dalle mie parti si deve far sempre la coda! Poi lentamente il libro è diventato triste, mi ha fatta riflettere, per poi concludersi con un finale inaspettato. Mi sono commossa e ho riflettuto molto, forse perchè l'atmosfera che sto vivendo in questi giorni è caratterizzata da piccoli screzi con mio padre...Non voglio dire altro, solo una parola all'autrice: leggerò gli altri libri scritti da lei, sperando che evochino in me nuove emozioni e sgorghino nuove riflessioni.
21/02/2005
Mi ha commosso. Il libro è davvero bello ma il reale capolavoro credo sia la capacità che la scrittrice ha dimostrato di arrivare all'anima di una persona così profonda da sembrare fuori tempo. Leggendolo si ritrovano valori che oggi sono andati persi o forse si sono solo nascosti bene. Gaspare Torrente porta alla vittoria la sostanza e le emozioni a dispetto di una forma che pur dilagando non sa emergere. La Mastrocola dovrebbe anche essere orgogliosa di non essere apprezzata da persone che scrivono le proprie recensioni usando i ''KE'' e i ''NN''!
03/02/2005
MARKO IL PAZZO - PORCA7@HOTMAIL.COM
FACEVA VERAMENTE SCHIFO IL MODO IN CUI 'LAUTRICE HA SCRITTO QUESTO LIBRO. E POI IL LINGUAGGIO TROPPO ELEMENTARE....LA ZONA SCELTA (SANTA RITA) è UNA ZONA DI PAGLIACCI! NN MI HA SAZZIATO COME LIBRO SPERO FACCIA DI MEGLIO IN FUTURO
03/01/2005
barbara chiapusso - barbara.chiapusso@tiscali.it
Una storia dolce di un ragazzo ''strano'' che cerca in tutti i modi di amalgamarsi nella massa, anche a costo di perdere quello che ha di più bello. Uno spaccato della gioventù che mi sembra molto attuale e vero. Un bel libro.
15/12/2004
il tema è davvero attuale, promettente, ed intelligente ma viene attraversato dalla Mastrocola con grande forzatura senza delinearne le caratteristiche reali, con un'ironia fuoriluogo e arrivando a eventi sconclusionati. Penso sia meglio dormire piuttosto che leggere un libro senza capo nè coda, senza un significato, un perno intorno a cui ruota tutta la vicenda, sino a tarda notte. Usate bene il vostro tempo.
02/11/2004
E' un libro strano, mi è piaciuto e allo stesso tempo mi ha fatto riflettere...mi ha ricordato ancora una volta che non so cosa fare della mia vita e che il liceo è un ambiente in cui molte persone non vanno per studiare ma solo per fare un ''liceo''... il latino?l'ho sempre odiato e lo odierò per sempre...ma ognuno ha le sue passioni...
01/11/2004
L'ho letto subito dopo" La scuola raccontata al mio cane", che mi era piaciuto abbastanza, intendendolo come una specie di divertente invettiva contro l'attuale impostazione della scuola, interessata più ad addestrare che ad educare. Mi aspettavo, certo, che il romanzo" Una barca nel bosco" ricalcasse gli stessi temi, ma non in modo così meccanico e paradossale. Il ragazzo protagonista è una pura astrazione, tanto che nemmeno una scuola di élite potrebbe essere alla sua altezza. Come esempio di ragazzo frustrato dalla nostra scuola sgangherata non vale niente. Ma dove lo trovi uno che, all'inizio del liceo scientifico, traduce per diletto Orazio o si tiene Verlaine come livre de chevet. E poi legge tranquillamente Verlaine e non sa nemmeno rispondere all'insegnante che gli chiede il suo nome o che ora è...!? Un ragazzo incapace di legare con gli altri. E lo credo bene, se è un pignolo che fa il conto dei minuti di ritardo dei suoi insegnanti, realizzando una tabella da cui si può vedere quante ore d'insegnamento in un anno gli sono state sottratte. E va pure dalla preside, per denunciare la cosa! Mister simpatia... L'autrice -di cui peraltro io condivido in pieno le tesi di fondo- ha reso un cattivo servizio al suo assunto, volendo strafare nel proporci come esempio un marziano fissato, un po' meschino e, comunque, talmente ''fuori scala'' anche per quanto riguarda le sue caratteristiche di alunno dotato, da risultare spesso grottesco. Se tutta la prima parte mi pare una meccanica teatralizzazione di una tesi, quella finale è più disordinata e in qualche modo farsesca nel presentare l'ambiente universitario -sul quale pure ci sarebbe tanto da dire e da piangere- in termini macchiettistici. E poi, ancora, dove lo trovi uno che si laurea in legge con una tesi su Rutilio Namaziano? Dico in legge, giurisprudenza...! Solo nel libro della Mastrocola, molto probabilmente, la quale, in difficoltà con la chiusa, dalla tesi passa al simbolo, alla casa invasa dalle piante, con muri e pavimenti sfondati e rami d'albero che spuntano dalle murature. La Mastrocola scrive piacevolmente, certo. Non affatica il lettore, perchè ha spesso delle immagini inconsuete e qualche buona battuta, ma, in fondo, si tratta sempre di un incontenibile, fluviale monologo sulla sua lamentevole condizione di insegnante brava in una scuola disintegrata.
19/10/2004
Elisa Zafferani - mzafferani@omniway.sm
Splendido, commovente (perchè realistico, purtroppo!) ritratto di una scuola in sfacelo, inadatta a chi veramente vuole fare scuola e a chi vorrebbe studiare per arricchire la propria persona. Letto poi da una ex liceale che ha avuto la fortuna di incontrare la propria Madame Pilou, di tradurre Orazio e di studiare quello strafigo di Cicerone... :) Un grazie immenso all'autrice!
03/10/2004
Molto bello,scorrevole e in molti punti divertente....lo consiglio proprio...DORIS
27/08/2004
bellissimo,da leggere tutto d'un fiato. Commovente, ironico, surreale ma non troppo, scritto con maestria da una penna felice che dà vita a personaggi che ti rimangono appresso anche quando hai finito di leggerlo.
15/06/2004
Un libro che ti cattura. E' un racconto tenero e divertente che non può non farti ridere ma anche commuovere.
15/03/2004
Un libro semplice... una bella storia, una scrittura veloce e diretta, un racconto commovente e surreale, elegantemente caustico ed ironico, a tratti molto profondo e spesso molto divertente. Un libro senza pause e, per chi come me è di Torino, anche un'occasione per ricordarsi di chi è salito al Nord per cercare una vita migliore.

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