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A Firenze, lungo la riva dell'Arno, viene rinvenuto il cadavere di un giovane uomo: Luca Salieri. La polizia indaga e scava nella vita della vittima: come ci è finito, Luca, nell'Arno? È stata una morte accidentale, è stato un suicidio o un omicidio? Sono domande che spalancano voragini di dubbio, costringono alla verifica, espongono ciò che è oscuro e riservato all'ingiuria della luce. Cresciuto in una famiglia della buona borghesia fiorentina, Luca conduceva una vita irreprensibile; aveva una fidanzata, Anna, che amava eppure non aveva mai voluto sposare. Nessuno però, fino a quel tragico evento, sapeva che nella vita della vittima c'era anche Leo, un ragazzo con alcuni precedenti penali e l'abitudine di passare il suo tempo alla stazione dei treni. Accanto all'indagine della polizia, affiora la trama di tutt'altra indagine, quella che Anna e Leo conducono ciascuno per sé: ognuno scava nella memoria e nei sentimenti, per scoprire verità insospettate, per arrivare ad ammettere che le persone, anche le più amate, a volte non sono quello che sembrano, per apprendere sulla propria pelle quanto i sentimenti stessi, anche i più autentici, siano carichi di contraddizioni. Il romanzo italiano di Philippe Besson si dipana come un vero e proprio noir d'autore, ma è anche la cruda e insieme sofisticata rappresentazione di una storia d'amore, di passione e di marginalità.
10/08/2007
Paolo - abulafia61@yahoo.it
Il libro è fra quelli da consigliare, soprattutto a chi deve imparare a scrivere. Periodi brevi, uso corretto dei termini e della punteggiatura. L'arte, però, è altra cosa. La trama è ovvia. I personaggi pensano tutti allo stesso modo. Certo, l'idea di tre io narranti è apprezzabile ma, accidenti, non possono tutti usare gli stessi termini, la medesima intonazione. Leo non può parlare e pensare come Anna.
12/06/2007
mr - rmatteuc@tin.it
Tre prime persone. Tre personaggi, compreso un morto, raccontano in prima persona un avvenimento, una storia d'amore, anzi meglio due storie d'amore con tre protagonisti. Luca, il morto, un giovane ragazzo italiano, trovato morto. Appartiene ad una famiglia ricca, benestante. Un giovane con tanta voglia di vivere, che però ha tante parte oscure, non chiare, tanti segreti che anche le persone vicine possono leggere. Le sa solo lui, in fondo è una persona onesta, "religiosa" anche nella sua disonestà. Lui lo sa che è disonesto, non se ne fa un problema, crede di amare tutti. Anna, la ragazza di Luca. Anche lei viene da una ricca e benestante famiglia di Firenze. E' una donna che conosce il suo ruolo, che sa per amare Luca lo deve accettare anche per i suoi vuoti, per il suo spazio, per il tempo che lui dedica alla Fiorentina e per quello che dedica a Leo, ma di cui lei non sa. Leo, è il ragazzo di Luca? Forse, lui lo crede, ma è davvero così? Il suo ruolo è quello più debole. E' un marchettaro della stazione di Firenze. Il suo mondo di provenienza è totalmente diverso da quello di Luca ed Anna. Anche lui accetta in silenzio la doppia vita di Luca, ma lui si crede a un livello superiore perché almeno lui sa di Anna. Ma il sapere fa sicuramente molto più male. Vive una vita di marginalità in entrambi i ruoli, quello sociale e quello di amante. La morte di Luca è improvvisa. Ci viene raccontata parallelamente da tutti e tre. Luca ci potrebbe dire subito la verità, ma la sua voce da morto è uguale a quella da vivo, non dice nulla. Ma lui sa che la sua morte è un problema, perché tante menzogne vengono a galla, molte persone soffrono per le sue bugie e per le sue manchevolezze. Ma a lui interessa? Assolutamente no. Lui crede che sia Leo che Anna lo perdoneranno anche questa volta, anche questa volta sapranno accettare la sua arroganza. E infatti e così. Anna si ritira nel suo paesino in cui è nata, potrà mai più fidarsi? E Leo continuerà a seguire la sua vita di hustler senza futuro, però ben sapendo che lui il futuro non lo ha mai avuto. Il filo che lega tutti e tre, oltre la morte, la menzogna è la giovinezza. Sono tre bei giovani. La loro forza è tutta nella giovinezza, un mondo loro, dove credono che tutto sia possibile. Leuniche persone anziane sono i genitori di Luca, persone silenziose in contrasto con il chiasso dei gesti dei giovani. Ma alla fine dopo una giovinezza di falsi e di non speranze forse sono proprio questi giovani i più vecchi di tutti. E' insopportabile, questa giovinezza. Una cosa contro cui non si può lottare. Non si è ad armi pari. Di colpo ci si sente in svantaggio. Non si conoscono più le parole, i gesti. Si sono perduti i riflessi. Si avrà la peggio. C'è troppa distanza, di colpo, una distanza impossibile da colmare. Si ha l'impressione di essere vecchi, obsoleti, stanchi. (Pag. 156)

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