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Diciassette piedi tagliati, ancora con le scarpe. Ritrovati davanti al piú famoso e macabro cimitero londinese. Adamsberg tra Londra, i dintorni dell'Hautde- Seine e la Serbia. La storia vera di Peter Plogojowitz, un serbo riesumato nel 1725 in un piccolo villaggio col sospetto che fosse un vampiro. Quasi trecento anni dopo i vampiri non hanno smesso di infestare il mondo. "E poi avevo voglia di una storia di vampiri, una bella storia di vampiri" ha detto Fred Vargas, raccontando la storia di questo romanzo in cui Adamsberg parte per Londra per seguire insieme a Scotland Yard un crimine in apparenza di routine. E si trova a risalire una strana vicenda che lo porterà in Serbia sulle piste di un caso reale di vampirismo in una inchiesta tanto intrigante quanto complessa. Ma quel che è formidabile con Fred Vargas è che ci trascina sulle sabbie mobili con un talento e un'immaginazione ineguagliabili. Humour, erudizione e fantasia in un romanzo che flirta col gotico e l'orrore, e che attraverso i suoi personaggi ormai culto risale alle origini del mito del vampiro.
05/12/2009
Vargas ha la rara capacità di declinare bella scrittura e bella trama allo stesso modo, riuscendo a scavare nelle pieghe dei personaggi, che alla fine diventano "persone" e che non si possono che amare o odiare. A volte le trame sono complicate e al limite del paradossale,ma questo non distoglie il lettore dal proseguire fino alla fine. Lo consiglio a chi non ama i casi risolti alla C.S.I e a chi vuole "innamorarsi" di un poliziotto francese lontanissimo dallo stereotipo del bello e dannato.
02/07/2009
Fred Vargas ha saputo creare un mondo affascinante, popolato da personaggi definiti e molto presenti al punto di avere la sensazione, durante la lettura, che si muovano nella stessa stanza in cui ti trovi seduto comodamente con il libro tra le mani. In particolare Adamsberg, con cui, dopo aver letto tutti i suoi libri, si arriva a fare davvero amicizia, proprio come con un personaggio in carne ed ossa. Forse, in questo ultimo libro, ma è un'opinione del tutto personale, manca l'incisività e la scorrevolezza per es. del suo libro d'esordio"Parti in fretta e non tornare". E' per questo che lo giudico buono, aggiungendo però che si tratta comunque di una lettura piacevole e divertente.
14/05/2009
Questa volta la Vargas si ripete forzando la trama con situazioni già viste (il complotto contro Adamsberg di "sotto i venti di Nettuno") e personaggi liquidati in altri romanzi e qui riesumati nel ruolo di deus ex-machina. Anche gli assassini finiscono troppo per assomigliarsi fra loro. La trama scorre meno del solito. La sensazone è quella di voler creare un "universo Adamsberg" rischiando di cadere nel clichè. La prosa rimane tuttavia quella della grande scrittrice.
12/05/2009
A me è piaciuto, forse un pò meno dei suoi libri precedenti, comunque aspetterò sempre i suoi nuovi libri con attenzione. Vale sempre la pena di leggerla , i suoi libri sono sempre belli e mai ripetitivi. Ogni suo libro è particolare e anche interessante e mai scontato.
23/03/2009
Complesso, ma nonostante ciò, scorrevole. Storia inverosimile (come ormai la Vargas ci ha abituati). Paragonabile per intreccio e stile a ''Nei boschi eterni.'' Unico neo: mi viene da pensare se l'ambientazione esoterica concerne il vampirismo non sia una scelta di mercato.
