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6 aprile 1652. Una manciata di giardinieri olandesi sbarca sulla punta meridionale dell'Africa con una missione: piantare insalata per gli equipaggi, decimali dallo scorbuto, della potente Compagnia delle Indie occidentali di Amsterdam. Di ambizioni coloniali neanche l'ombra in quest'avventura ortofrutticola, almeno fino a quando quegli uomini decidono di sfidare IH giungla infestata da belve feroci e mosche tsè-tsè e si inoltrano nel cuore del continente, scrivendo il primo rapitolo della storia di un paese che ancora non esiste: il Sudafrica. Convinti di essere stati eletti da Dio per regnare sul mondo, i coloni affrontano le tribù locali, i cercatori d'oro e di diamanti, le giubbe rosse della regina Vittoria.
06/01/2009
E' un buon libro, come tutti quelli dell'autore. Sulla storia dell'apartheid e sull'eroismo di Nelson Mandela. Ci sono incongruenze sui conteggi degli anni ed alcune volte anche sul riporto di nomi e della grafia di parole africane o indigene. Forse è colpa della traduzione... (Esempio ad un tratto si dice... dopo 220 anni.... e invece gli anni, calcolatrice alla mano sono 320...).
