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Le avventure e le singolari esperienze della famiglia Bridges nella parte più meridionale della Terra del Fuoco, dalla fine dell'Ottocento - quando i genitori dell'autore vi arrivano come missionari - al 1947, anno della stesura del manoscritto. Bridges, come un William Lest-Heat Moon incrociato con Dickens, costruisce un vero e proprio paesaggio esplorabile, popolato da miriadi di attori in carne e ossa, quasi palpabili. Nulla rimane nella penna: da come si marchiano e contano le pecore di Haberton a come si apprende una lingua difficilissima parlata da soli sessanta indiani; dal popolamento di un intero arcipelago con conigli "da pasto" ai tentativi quasi sempre falliti di valicare montagne di una bellezza sconvolgente, al di là delle quali si celano popolazioni sempre in guerra; dai tentativi di comprendere culture completamente altre all'esperienza di essere consigliere e giudice per una comunità di selvaggi in via di estinzione.
27/06/2011
Lucas Bridge ci regala un'importante testimonianza della vita nella Terra del Fuoco all'arrivo dei primi coloni. Uno splendido libro che vi accompagnerà in mille avventure in questa terra così selvaggia e così diffcile. Bridge affronterà mari in burrasca, camminate nel gelido inverno fuegino, fatiche incredibili, lotte con gli Ona che alla fine diventeranno la sua gente, un popolo ce lui, come nessun altro, è riuscito a comprendere, spogliandosi di qualunque pregiudizio. Un libro che trasmette un grande senso di libertà che hanno assaporato questi primi impavidi coloni e che, in seguito, hanno perso i fuegini a causa dell'arrivo massiccio dell'uomo bianco e delle sue malattie. Un libro che tutti dovrebbero leggere prima di un viaggio in Terra del Fuoco.
