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Nel suo ambiente di scrittori e giornalisti lo chiamavano 'macchina per scrivere storie'. Infatti, nella sua vita non lunga, Scerbanenco ne scrisse qualche migliaio, disparati e dispersi per genere e formato, dal rosa al poliziesco, dal racconto per il rotocalco al volume romanzesco. Ma il genere in cui eccelleva era il poliziesco, che allora si chiamava rigorosamente alla francese: 'noir' - e dal cinema e dalla letteratura francese importava per la prima volta in Italia i suoi schematismi: l'ambientazione poliziesca e malavitosa ritratta come un mondo a parte, più vero di ogni altro; l'assenza di moralismo; atmosfere cupe; lo smacco, sia per il bene che per il male, acquattato a ogni angolo. La grandezza di Scerbanenco nel genere nero, probabilmente era legata a due circostanze, la sua sapienza e la sua filosofia: una decennale esperienza nei rotocalchi popolari, e un interesse spiccato per la rubrica delle lettere, gli avevano consentito di archiviare un numero enorme di casi umani e reali, a dotare di un caratteristico sapore di verità ogni sua finzione; e una amarezza di fondo, un pessimismo dava il colore originale ai suoi intrecci, in cui la giustizia o la felicità della riuscita possono sì giungere, ma solo per un gioco del caso, e il mondo è innocentemente crudele. I racconti di "Uccidere per amore" - sul tema unico del duetto disperato, come si capisce dal titolo, tra la passione e il delitto -, molto classicamente scerbanenchiani, uscirono tra il 1948 e il 1952 su riviste femminili, sotto pseudonimi diversi, e sono qui per la prima volta raccolti in volume.
"Uccidere per amore"; Rose ruggine; Una giovane sposa; La terra e l'amore; Una di meno; Un vero gentiluomo; Il passato di Cyrano; La moglie di Antony; Meglio credere così; Qualunque ora è buona; Persecuzione; Un sassolino rosso; Si salverà la volpe?; Spiegazione di una tragedia; Speranze di fine d'anno; Il ponte della giustizia; L'assassino; Vecchio buffone; Delitto a pagamento; Scarpine flessibili; Che ne sai tu poliziotto?; 'Nota' di Roberto Pirani; Elenco cronologico dei racconti.
06/08/2011
Questa raccolta in cui Rosa e Nero risultano sapientemente intrecciati fornisce un chiaro esempio della straordinaria ed inesauribile fantasia narrativa di Scerbanenco. Emerge dai racconti un mondo spesso violento e brutale, ma anche pieno di sentimenti e la bravura dell'Autore si rivela nel sapere ben rappresentare tanto il delitto quanto l'amore. Il piacere della lettura deriva dalla capacità di Scerbanenco di catturare l'attenzione sin dalle prime righe e dal saper render veri e presenti i suoi personaggi anche con un solo dettaglio od una frase.

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