Nel luglio 1942 l'Armata italiana in Russia contava circa 230.000 uomini, più veicoli, carri, materiali vari e animali. Per il trasporto furono necessari duecento convogli ferroviari. In seguito all'offensiva sovietica del dicembre di quell'anno, cominciò una disastrosa ritirata che continuò per centinaia di chilometri nella sterminata pianura russa: ogni giorno duri combattimenti falciarono migliaia di soldati. Il resto, e fu il più, lo fece il gelo. Male armati, peggio equipaggiati, in condizioni disumane, 70.000 vennero fatti prigionieri: la maggior parte morì di stenti nei campi di prigionia.
24/09/2005
Massimo Rossi - j.k@katamail.com
Un libro da leggere per non dimenticare il vero significato della parola guerra. La vicenda narrata è al tempo stesso toccante e coinvolgente. La narrazione è agile e mai retorica. Il libro di Caruso racconta di come la guerra trasformi le persone e come, alla fine, vinti e vincitori ne escano cambiati per sempre. Vedendo le immagini dell'Iraq e leggendo in contemporanea questo libro, mi è venuto da pensare che la lezione della II Guerra Mondiale sia stata ormai dimenticata. Libri come questo (fedeli alla realtà e privi di tinte politiche) servono a tenere ben desto il ricordo.

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