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La giovane donna protagonista di questo romanzo ritorna dopo molti anni alla casa isolata in cui ha passato infanzia e adolescenza, allarmata dalla notizia dell'improvvisa sparizione del padre. La casa si trova su un'isola deserta, al centro di un grande lago nella regione del Québec, circondata solo dall'acqua e dalla foresta: la porta è aperta, la casa è vuota, l'orto è in abbandono. In una stanza ci sono dei fogli pieni di indecifrabili disegni, come scarabocchi infantili o primitivi graffiti. Per i tre amici che accompagnano la ragazza, l'uomo che vive con lei e un'altra coppia, la gita sull'isola ha il sapore di un'avventura turistica. Ma per lei la vicinanza con le forze elementari della terra e dell'acqua e la rivisitazione di luoghi e gesti dell'infanzia hanno l'effetto di una graduale rivelazione. La ricerca del padre si trasforma in un sofferto pellegrinaggio interiore: la verità cui il fondo del lago e i misteriosi graffiti sembrano alludere non riguarda soltanto la scomparsa del padre ma lei stessa, la sua identità femminile, il suo posto in un mondo che con la natura ha perduto ogni contatto. La purezza del paesaggio appare minacciata dalla malattia che viene dal Sud, dall'invasione degli americani, alfieri della civiltà tecnologica.
09/02/2008
Daniele Bertoni - freeagency@katamail.com
In questo libro la Atwood, grande maestra del sapere, del descrivere, si inoltra in un romanzo apparentemente concepito con leggerezza... poi scorrendo le pagine in un vortice di emozioni, paradossi, scontri e ricordi, tra i personaggi legati dal sacro vincolo dell'amore e dell'amicizia, tra ASTRAZIONI del cuore e defraudati della propria identità, in un complesso ricorstruire il passato sul presente, le emozioni ti prendono alla gola, l'avventura è un limbo da cui difficilmente esci senza commuoverti o arrabbiarti; Margaret Atwood non si smentisce e resta la più grande scrittrice dei nostri tempi. Da leggere come in appnea!
