L'attacco al Buddha e ai suoi monasteri. Lo sterminio fisico dei monaci e dei lama. La deportazione della popolazione tibetana, la trasformazione forzata della sua società e della sua cultura. Nelle sconvolgenti pagine delle deposizioni di prima mano degli esuli tibetani alla Commissione d'inchiesta ONU del 1960, e negli scritti di Mao Tse-Tung contro ogni forma di religione e spiritualità, l'agghiacciante cronaca del conflitto fra due concezioni del mondo opposte e inconciliabili. E di uno sterminio in realtà già al 1960 giunto al suo compimento, nel silenzio del mondo e nella grave indifferenza della "borghesia illuminata" di sinistra e degli stessi Paesi democratici.

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