Questo libro comprende romanzi brevi, racconti, lettere, descrizioni, poesie, note bibliografiche, inchieste giornalistiche, interviste a altri scritti non meglio classificabili. Sarà compito del lettore distinguere caso per caso, ammesso che questo possa risultare di qualche interesse. Starà a lui separare l'invenzione dalla realtà, se ci riesce. L'insieme forma lo scenario che ha fatto da sfondo alla vita in questo scorcio di millennio, una sorta di cronaca romanzata e giornalistica degli anni novanta. Ho dato al tutto un ordine apparentemente fortuito per invogliare a una lettura da ballerino di danzòn (ritmo, passaggi rapidi, grande ondeggiare di natiche, sudata tropicale, schivata e finta finale)".
Ecco come Paco Ignacio Taibo II immagina che il lettore debba accostarsi al suo personalissimo zibaldone: senso del ritmo e agilità, infatti, non possono mancare a chi si avventura tra queste pagine, dove al vulcanico scrittore messicano riesce di riunire le sue molteplici vocazioni di romanziere, saggista storico, critico letterario, attivista politico appassionato e instancabile promotore della moderna letteratura latinoamericana. Non ci si deve aspettare, però, un insieme disordinato, perché il libro-labirinto di chi da sempre teorizza il "caos organizzato" presenta la stessa intima coerenza, la stessa avvincente leggibilità che caratterizza tutta la sua opera.
Così, tra enigmatici nani, romanzieri resuscitati per l'occasione, eroi della patria che scompaiono dai libri di scuola e variopinta moltitudine di altri personaggi, Paco Taibo fornisce un'interpretazione originale della storia sua e del suo paese negli ultimi decenni. E la sua visione del continente latino americano finisce per aprirsi sul mondo intero, raccontando una storia che è quella di tutti noi.

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