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Il partigiano Bob viene accusato di aver massacrato la famiglia di un fascista. Una strage che può alienare ai partigiani il favore della popolazione e così sono gli stessi compagni della brigata Garibaldi a fucilare Bob. Ma qualcosa non torna, e a far luce viene chiamato Benedetto Santovito, ex maresciallo dei carabinieri, reduce dalla Russia e ora partigiano di Giustizia e Libertà. L'escalation degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un'indagine appena iniziata ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso.
20/11/2011
Bravi!!! Gli autori sono riusciti a far rivivere con passione i tragici momenti della resistenza. Dal mio punto di vista sono riusciti a far comprendere al lettore come dietro al nome del movimento che ha contribuito a liberare il nostro paese, si celasse un complesso "micro" cosmo di vita reale, fatto di persone, sentimenti e quotidianità
01/02/2009
Lo consiglio a tutti. Anzi leggeteli tutti! Evviva Santovito !
12/08/2008
Acquistato per caso, attratta dal titolo e dai nomi degli autori, un libro che ti prende e che non ti lascia più fino alla fine. Di nuovo un libro sui personaggi dell'Appennino Tosco-Emiliano, già visti in altri romanzi dei due autori, gente dura, di montagna, tagliata con l'accetta ma qui a tratti appare ormai un pochino ''corrotta'' dal benessere che arriva con il boom economico (siamo nel 1960) e quindi poco disposta a fare i conti con un passato confuso e ingombrante. Bello, ben scritto, appassionante.
