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Il libro nasce da un'inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del "Corriere del Mezzogiorno", dorso di cronaca pugliese distribuito col "Corriere della Sera", nel corso delle estati 2004 e 2005. Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo "dentro" la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due "fuori rotta": una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est. Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: "Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te".
23/09/2006
Margherita De Napoli - margheritadenapoli@aliceposta.it
Cerchiamo tutti un Altrove. Marco Brando (giornalista con radici liguro-lombarde sceso in Puglia nel 2000) l'ha trovato salendo sul trenino delle Ferrovie Sud Est, uno 'slow tour'(velocità di crociera 50 km/h) per l'Apulia meno conosciuta ma non meno ricca di sorprese. Un moderno flaneur che ora pubblica con l'editrice Palomar il suo diario di bordo: 'Sud Est-Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia'. Anche noi lettori possiamo far nostra la filosofia che ha ispirato il libro e vagabondare per le centosettanta pagine nelle quali l'autore ha racchiuso brevi ritratti dei luoghi visitati tratteggiati con uno stile vivace e piacevolmente fresco. Certo Marco Brando sarà d'accordo con Goethe:'Pensare è più interessante di conoscere, ma non così interessante come guardare', infatti è il suo sguardo curioso il protagonista di questo libro, che può diventare bussola per chi desideri mettersi in viaggio alla ricerca di posti defilati, lontani dalla pazza folla. E' un itinerario storico-culturale interessante perchè ricco d'informazioni colte anche on-the-road. Queste caratteristiche ne fanno quasi un libro da cruscotto, da consultare strada facendo. I viaggi in realtà sono due:il primo, seguendo il perimetro della regione, quasi 900 km di costa lambiti dal mare, il secondo, 'passeggiando' nell'entroterra, la spina dorsale del Tacco d'Italia. L'ultimo tratto, dal capoluogo pugliese alla punta estrema del Salento, a bordo delle Fse. I treni delle Sud Est potrebbero diventare una risorsa per il turismo, mentre invece esistono ma non se ne conosce l'esistenza, un paradosso tutto pugliese. E' come se - dice l'autore -'nella laguna veneta si ''nascondesse'' ai villeggianti che ci sono i vaporetti', incredibile! 'La formula magica per sedurre i turisti' potrebbe essere proprio la lentezza, quello che è un vizio per chi abitualmente se ne serve, i pendolari, sarebbe una virtù per il turista che godrebbe di scenari inconsueti e fascinosi, immerso in un tempo-lungo. E' così che si valorizzano le risorse, altrimenti come può la Puglia, 'terra del rimorso' di Demartiniana memoria, riscattarsi? E se non li scopriamo noi pugliesi i punti di forza della nostra regione, se non diamo loro visibilità, chi lo farà? 'Viene da chiedersi cosa potrebbero diventare queste romantiche ferrovie se i turisti sapessero della loro esistenza', così s'interroga l'autore. Sembra quasi che una forma di pudore atavico ci porti a mantenere nell'ombra le ricchezze che abbiamo, quel laborioso 'popolo di formiche' ha creato Bellezza che è un peccato non condividere. In un mondo di tante immagini allettanti costruite spesso sul nulla, dov'è quella della Puglia alla quale basterebbe solo mettere in luce quello che ha per farsi notare? Con 'Sud Est' Marco Brando riesce ad illuminare angoli inesplorati, grazie alle sue parole aggiungiamo un piccolo tassello al grande mosaico delle Puglie.
23/07/2006
Cerchiamo tutti un Altrove, Marco Brando (giornalista con radici liguro-lombarde sceso in Puglia nel 2000) l'ha trovato salendo sul trenino delle Ferrovie Sud Est, uno 'slow tour' (velocità di crociera 50 km/h) per l'Apulia meno conosciuta ma non meno ricca di sorprese. Un moderno flaneur che ora pubblica con l'editrice Palomar il suo diario di bordo: 'Sud Est-Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia'. Anche noi lettori possiamo far nostra la filosofia che ha ispirato il libro e vagabondare per le centosettanta pagine nelle quali l'autore ha racchiuso brevi ritratti dei luoghi visitati tratteggiati con uno stile vivace e piacevolmente fresco. Certo Marco Brando sarà d'accordo con Goethe:'Pensare è più interessante di conoscere, ma non così interessante come guardare', infatti è il suo sguardo curioso il protagonista di questo libro, che può diventare bussola per chi desideri mettersi in viaggio alla ricerca di posti defilati, lontani dalla pazza folla. E' un itinerario storico-culturale interessante perchè ricco d'informazioni colte anche on-the-road. Queste caratteristiche ne fanno quasi un libro da cruscotto, da consultare strada facendo. I viaggi in realtà sono due:il primo, seguendo il perimetro della regione, quasi 900 km di costa lambiti dal mare, il secondo, 'passeggiando' nell'entroterra, la spina dorsale del Tacco d'Italia. L'ultimo tratto, dal capoluogo pugliese alla punta estrema del Salento, a bordo delle Fse. I treni delle Sud Est potrebbero diventare una risorsa per il turismo, mentre invece esistono ma non se ne conosce l'esistenza, un paradosso tutto pugliese. E' come se - dice l'autore - nella laguna veneta si <<nascondesse>> ai villeggianti che ci sono i vaporetti. Incredibile! 'La formula magica per sedurre i turisti' potrebbe essere proprio la lentezza, quello che è un vizio per chi abitualmente se ne serve, i pendolari, sarebbe una virtù per il turista che godrebbe di scenari inconsueti e fascinosi, immerso in un tempo-lungo. E' così che si valorizzano le risorse, altrimenti come può la Puglia, 'terra del rimorso' di Demartiniana memoria, riscattarsi? E se non li scopriamo noi pugliesi i punti di forza della nostra regione, se non diamo loro visibilità, chi lo farà? "Viene da chiedersi cosa potrebbero diventare queste romantiche ferrovie se i turisti sapessero della loro esistenza", così s'interroga l'autore. Sembra quasi che una forma di pudore atavico ci porti a mantenere nell'ombra le ricchezze che abbiamo, quel laborioso 'popolo di formiche' ha creato Bellezza che è un peccato non condividere. In un mondo di tante immagini allettanti costruite spesso sul nulla, dov'è quella della Puglia alla quale basterebbe solo mettere in luce quello che ha per farsi notare? Con 'Sud Est' Marco Brando riesce ad illuminare angoli inesplorati, grazie alle sue parole aggiungiamo un piccolo tassello al grande mosaico delle Puglie.
22/07/2006
Da secoli la Puglia è soggetta a continue definizioni ed analisi; Marco Brando, invece, nel suo viaggio non cede a tentazioni sociologiche e si fa trascinare da un misto di istinto e saggezza in una scoperta di luoghi a volte snobbati a volte ignorati. Passa tra ombrelloni e ferrovie, monumenti ed estrosi personaggi, mari e pastori, questo viaggio che scova il meglio e il peggio della regione con ironia, spirito d'osservazione e tanta curiosità. L'autore, giornalista del 'Corriere del Mezzogiorno', ha prima percorso 800 chilomentri di costa (dal Salento ai confini col Molise) per poi dedicarsi ad un viaggio a zig-zag dall'interno attraverso paesi e frazioni, senza mai sfiorare né il mare né le grandi città. Nessun cedimento alle analisi sociologiche, dicevamo, e nessun pregiudizio da parte di Brando. Di certo, però, un forte spirito critico e di osservazione che ne tradisce il passato-presente di cronista. Una sola è la premessa dell'autore, confessata (che impertinenza!) anche nel sottotitolo del libro: Brando è settentrionale. Ossia non è pugliese; e con questa apparente ovvietà l'autore evita il rischio di apparire 'propagandista' o 'disfattista' a seconda dei casi. In altre parole, con la scusa di essere 'forestiero' si becca la lussuosa licenza di dire ciò che pensa senza doversi confrontare con la retorica della provincia. Le sue vengono presentate come impressioni, anche se sono ritratti nitidi di un mondo che Brando stesso conosce in profondità e di cui è rispettoso estimatore. Il libro spazia dai riferimenti storici a quelli artistici, dalle note sulla gastronomia alle segnalazioni delle architetture nascoste. E così se ci si trova a Calimera, a sud di Lecce, si scopre la vitale comunità di lingua ellenofona, a Sammichele di Bari, una rude storia di una comunità serba del '600 prima ospitata, poi scacciata. Si passa per Altamura, Orsara di Puglia, Vieste. In una notte con alcuni pescatori di Molfetta si vive il bello e il tragico della vita di mare, in un viaggio con le Ferrovie del sud est si assaporano paesaggi selvaggi. L'autore non risparmia critiche a quei limiti e quelle contradizioni che putroppo abbondano in Puglia. La precarietà del'agricoltura, l'isolamento delle zone interne, il turismo gestito a volte poco e male. E poi una continua ricerca degli uomini e delle loro storie; forse la migliore riflessione su ogni luogo. E con gli uomini gli interrogativi sul loro futuro. Senza risposta, ma con tanti spunti perché ognuno possa provare a dare la sua. ----------------- in prestito da Severino Di Marco (su ''Quaderni radicali'')
