"Stupore e tremori": La giovane Amélie è riuscita a trovare impiego in un'importantissima multinazionale giapponese, realizzando il sogno di tornare a vivere nel suo paese d'origine. L'incapacità di adeguarsi allo spietato automatismo della più grande azienda dell'universo la porterà però a subire, in un crescendo di umiliazioni, l'esperienza di una vertiginosa discesa agli inferi. Unica luce, l'altera bellezza di Fubuki, sottile e flessuosa come un arco. Ma anche lei, nonostante il fascino, resta pur sempre un superiore che ama ostentare il proprio piccolo potere. "Mercurio": Dove manca uno specchio che riveli la realtà, una menzogna può reinventare un'intera vita, e forse anche più di una. Il capitano e la sua pupilla abitano nel castello di If. L'infermiera Françoise si troverà inabissata nel loro segreto, unica a poter ristabilire una verità difficile da accettare e non meno arbitraria di ogni finzione. Ogni cosa è trasfigurata dalla morbosità del desiderio di un solo uomo - padrone assoluto della piccola isola, prigione e rifugio.
11/02/2003
tiziana - tschillaci@libero.it
Avevo letto delle recensioni su Amelie e questo libro, piu' di ''Igiene dell'assassino'' e piu' di ''Mercurio'', la rivela in tutto il suo puro e sagace umorismo. Irresistibile nella descrizione dei disastri professionali, amara nell'analisi della logica giapponese, incantata dalla elegante bellezza della sua diretta superiore quanto disgustata dalla rozza bruttezza del vicepresidente dell'azienda per cui tenta di lavorare. Spassosissima nel raccontare la sua notte di lavoro da sola nell'immenso ufficio. Se possedessimo la forza e l'autoironia di Amelie saremmo tutti lieti di essere custodi delle toilettes aziendali. Brava Amelie

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