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Mamma Wong era scappata dalla Cina che era ancora una bambina. Sapeva a malapena nuotare, ma s'era avventurata in mare fino a Hong Kong, aggrappata a due palloni da basket e scalciando fino a che non era giunta a destinazione. Da Hong Kong era poi arrivata in America, il solo paese al mondo dove una giovane vedova senza il becco di un quattrino poteva entrare in un ufficio della Chinatown di Boston e, nel giro di qualche secondo, trovare qualcuno pronto a darle una mano per accendere un mutuo.
A una sveglia come Mamma Wong, poi, non c'era voluto molto per capire gli straordinari vantaggi che il business offre in America. Aveva cominciato comprando case e, in capo a qualche anno, se n'era andata in giro per Chinatown pavoneggiandosi in pelliccia e scarpe da ginnastica e sfoggiando anelli grossi come lampioni. Certo, l'invidia è una brutta bestia, e le voci e i sospetti sul suo business non erano mai mancati. La gente del quartiere aveva passato al setaccio la sua auto, i suoi vestiti, i suoi capelli, i suoi accompagnatori. L'invidia altrui, però, era stata poca cosa rispetto alla triste ricompensa che il destino aveva riservato in vecchiaia a Mamma Wong: vedere Carnagie, il suo amato figlio, sposarsi con una bionda mezza matta che tutti chiamano Blondie, adottare due bambine e avere, infine, troppo tardi un figlio naturale che non ha i tratti cinesi ma è "metà e metà". Troppo per Mamma Wong, che si è incattivita talmente per l'Alzheimer da chiudersi in una casa di cura, finire i suoi giorni in preda all'astio e lasciare nel testamento una clausola che suona come una perfetta vendetta nei confronti di Blondie: far arrivare dalla Cina una lontana parente di nome Lan. Da quando, infatti, Lan ha messo piede in casa Wong, sono cominciati i guai per Blondie. Tutti i Wong, innanzi tutto Carnagie e le ragazze, si sono invaghiti di Lan, così gentile e pacata, con la pelle così priva di rughe, con i capelli così neri, e Blondie non è più padrona in casa sua. Che cosa farà la moglie di Carnagie? Cesserà di essere una sposa per amore e abbandonerà la casa dei Wong? oppure un inaspettato colpo di scena la tratterrà?
Romanzo irresistibile, che presenta una straordinaria galleria di personaggi dai quali è davvero "impossibile separarsi" (Cynthia Ozick), "Sposa per amore" costituisce una straordinaria conferma del talento di Gish Jen.
05/07/2007
Ci ho messo una vita a leggerlo... non ne potevo più... Sarà la tecnica narrativa, che fa parlare a turno i vari personaggi, ma alla fine ti sfugge la visione d'insieme, la storia diventa nebulosa, anche dal punto di vista temporale degli eventi. Ho letto con interesse solo le ultime 70/80 pagine, un po' più animate del resto, ma non sono bastate per alzare il mio livello di gradimento.

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