Amici dispersi, donne amate, desiderate, possedute, dileguate, si riaffacciano alle soglie dei sessanta, dopo una vita di stanchi successi, di delusioni e di angosce, come figure ossessive di un passato incompiuto, inespresso, lancinante. E' l'ultimo tentativo di spezzare l'assedio di una solitudine raggiunta patologicamente attraverso una progressiva volontà di autodistruzione. Walter Castana, scrittore, docente universitario, intellettuale politicamente impegnato, sa che è giunto il momento di chiudere; non è più tempo di amori illusori, e neppure di passioni che possano restituire un senso alla vita travolta da un male senza nome, sfuggente, insidioso, che lo strappa inesorabilmente da sé prima ancora che dagli altri. Nessuno scrittore contemporaneo sa essere lucido e dolorosamente spietato quanto Canali in questo romanzo, intriso di erotismo e di introspezione ossessivi, essenziale e raffinato nel gioco delle forme, e nel cui tessuto narrativo sembrano incontrarsi (o scontrarsi) Tacito e Freud, una classicità illuminata e una modernità sconvolgente.

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