All'origine del 'caso Vargas' in Francia, dove i suoi romanzi raggiungono regolarmente il vertice delle classifiche, e in tutta Europa ci sono lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l'accuratezza nei dettagli piú sorprendenti, che le viene dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la 'detection', per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche 'associazione di idee', la soluzione di un caso. E c'è naturalmente la simpatia con cui è ritratto il mondo del commissariato di polizia del tredicesimo 'arrondissement' di Parigi, a cominciare da Jean-Baptiste Adamsberg e dal suo vice, il coltissimo e iperrazionalista Danglard (ma in questo romanzo brilla anche la stella del tenente Retancourt, capace di "indirizzare l'energia come vuole"...) Adamsberg invece è uno "spalatore di nuvole", preferisce 'aspettare' le soluzioni invece di cercarle. Peccato che stavolta non possa proprio permetterselo. Dal passato torna a ossessionarlo la figura gigantesca del giudice Fulgence, un uomo crudele di assoluto potere, che a suo tempo, quando Adamsberg era molto giovane, cercò di incriminare per omicidio suo fratello, poi scomparso. E ci sono tutti quei cadaveri con i segni di tre ferite, opera sicuramente di un tridente... In questo nuovo romanzo meglio che in altri il lettore potrà capire perché la Vargas parli del romanzo poliziesco e giallo come di "una forma di autocoscienza", o perché li definisca, all'ombra di Nettuno e del suo tridente, "il ramo mitologico della letteratura contemporanea".
18/02/2008
Più lento e faticoso degli altri romanzi, con personaggi che entrano ed escono dalla storia. Dissimile dagli altri titoli della Vargas, una delusione - piccola - per i fan di Adamsberg.
29/05/2006
marco - plata_salud@yahoo.it
Ho letto anche gli altri libri con protagonista Adamsberg e questo l'ho trovato un po più strano. Non so, il commissario un po' meno spalatore di nuvole del solito, la ricerca del giudice con metodi alla Danglard, fanno sembrare Adamsberg diverso dal solito. Nel complesso un gran bel libro da leggere per gli amanti della Vargas e non!
27/04/2006
Promosso con riserva;si lascia leggere abbastanza agevolmente. Interessante il personaggio del giudice Fulgence di ispirazione vagamente ... Durrenmattiana.La geniale idea del tridente andava tutavia spesa meglio;a tratti l'esposizione lascia un po' a desiderare in particolare nella descrizione della fuga dall'hotel canadese.
25/11/2005
Ho atteso a lungo questo nuovo libro della Vargas, e non mi ha deluso. Un bel viaggio davvero, e i personaggi si delineano limpidi
13/11/2005
Mirta - mittap@tin.it
Ho letto questo libro in poco tempo, non solo per la sua valentia letteraria, ma anche per contingenze altre. Comunque, l'ho trovato piacevole, specie per i personaggi comprimari tratteggiati, l'agente buono canadese, l'hackeressa ottuagenaria in scarpe da tennis e la sua diretta ospite. L'intreccio procede abbastanza fluidamente, anche se e' tutto abbastanza farraginoso. Divertente il pastiche quebecchese inventato dalla Malaouah, gia' ottima traduttrice di Pennac.

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