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"Cosí, 'fanculo Los Angeles, le tue palme, e le tue donne con i culi alti, e le tue strade alla moda, perché io me ne vado a casa, torno in Colorado, torno nella dannata migliore città degli Stati Uniti: Boulder, Colorado". (John Fante)
L'ultimo, struggente romanzo di Fante considerato il suo testamento. Sotto le luci miserabili e iperboliche della Mecca del cinema, Arturo Bandini sogna il successo di scrittore mentre con la mano sinistra scrive pessime sceneggiature che non vedranno mai la luce. Potrebbe essere la premessa di una tragedia: ma come sempre, in bocca a Bandini, tutte le tragedie finiscono in commedia - la commedia umana, atea, materialista del desiderio e della speranza e dei sogni di Bunker Hill. Anche in quest'ultimo capolavoro colpisce l'inconfondibile voce fantiana - un impasto di humour, candore e cattiveria - che ne ha fatto uno scrittore amatissimo dal pubblico anche dei più giovani che in lui, nel suo alter ego Arturo Bandini, hanno riconosciuto il prototipo di tutti gli sbandati-sognatori che hanno popolato la letteratura, non solo americana, dei nostri anni.
"Di fronte a questo estremo, teso, sarcastico, irriverente, indecente, blasfemo, ironico "Sogni di Bunker Hill" si ha la certezza di essere di fronte a un grande narratore in cui una vita spesa a scrivere racconti per riviste e sceneggiature per Hollywood produce l'ultimo, accecante, compatto frutto". (Pier Vittorio Tondelli)
10/12/2007
Ho scoperto che esiste un fantaozzi anche in America: si chiama Arturo Bandini, di origini italiane. 150 pagine di puro humor nero, che tiene incollato il lettore alla poltrona. Il protagonista si fa da sè, come la sua vita che prende le pieghe che vuole lui. Un romanzo diverso, forse da abbinare a Steinbeck, un abbinamento contrastante che li unisce solo la povertà del personaggio. Ruffiano e vigliacco, il bandini potrebbe far innamorare di sè tutte le donne se solo lo volesse. Lo consiglio a tutti quello che amano la letteratura anni 30 dell'America che si sviluppava sulle spalle dell'europa. giorgia
10/10/2005
Fluido, scorrevole e corto. Si legge velocemente, ed è pure a tratti divertente. Per le situazioni grottesche ricorda vagamente Bukowski (meno irriverente). E' molto simile a ''Chiedi alla polvere'', anzi praticamente è lo stesso libro ''autobiografico'' con due svolgimenti un po' diversi. Le solite ossessioni di Bandini (diventare un famoso scrittore, le donne, la religione e il denaro) qui si riducono essenzialmente alle prime due, visto che di soldi ogni tanto il protagonista ne guadagna (facendo in pratica ben poco), e di religione c'è solo qualche accenno. Come ''Chiedi alla polvere'', ''Sogni di Bunker Hill'' è un romanzo semplice, colmo di personaggi curiosi e grotteschi che subito scompaiono (senza grandi approfondimenti) e di episodi curiosi. Potrebbe essere il proseguo dei libri precedenti della vita di Arturo Baldini, se non fosse che molte piccole incoerenze tra i libri lo impediscono. A mio parere Fante non è proprio un fenomeno di scrittore (anche se a volte originale), ma si legge molto piacevolmente. Consigliabile. ANDREA

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