Oltre alle malattie fisiche, e a quelle psichiche, ne esistono altre, che potremmo chiamare 'malattie dello spirito'. Nessuna nevrosi può spiegare il sentimento di esilio sulla terra, l'alienazione, la noia metafisica, il sentimento del vuoto o dell'assurdo, l'ipertrofia dell'io e il rifiuto di tutto, la contestazione senza oggetto, così come nessuna psicosi può spiegare il 'furor' economico e politico, o il demonismo tecnico. Le precarietà dell'essere, ci racconta Noica, colpiscono filosofi, personaggi storici, scrittori ed eroi letterari, asceti, scienziati; vi sono malattie dei popoli, malattie dell'uomo comune e perfino malattie degli dèi. Tracciando una sorta di cartella clinica dell'uomo moderno, Noica non intende fomentare alcuna normalizzazione. Lungi dal costituire stati morbosi da riparare attraverso una 'medicina entis', le grandi sregolatezze dell'essere sono stimoli benefici, che presiedono sovente al lavoro intellettuale e alla creazione artistica: occorre conoscerle per riconoscersi in esse con il proprio destino umano.
Introduzione: Constantin Noica: la "quarta via", di Marco Cugno
1. Malattie dello spirito
2. Catholite o la carenza del generale
3. Todetite o la carezza dell'individuale
4. Horetite: grande pazienza, grande impazienza
5. Ahoretia o il rifiuto delle determinazioni
6. Atodetia o il rifiuto dell'individuale
7. Acatholia o il rifiuto del generale

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