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Il 15 febbraio 2003, un sabato, Henry Perowne si sveglia nel cuore della notte in preda a un'inspiegabile euforia. Si avvicina alla finestra e osserva per qualche istante lo spettacolo della piazza su cui si affaccia casa sua. Improvvisamente si rende conto che il cielo notturno è attraversato da una scia di fuoco. Aereo in fiamme, terrorismo, fantasmi dell'Undici Settembre: è questo forse l'attacco su Londra che tutti aspettano, specialmente ora che il governo Blair appoggia l'invasione americana dell'Iraq? Henry Perowne è un uomo soddisfatto della propria vita. Neurochirurgo in un ospedale londinese, ama il suo lavoro, ama sua moglie, un avvocato affermato, ha due figli adorabili. Cosa può minacciare una felicità conquistata con tanta tenacia?
14/08/2010
E' il primo libro di McEwan che leggo e sono francamente deluso. Qualcosa di buono c'è sicuramente, difatti non mi pento di averlo letto. Ma è sicuramente un libro che non rileggerò più e nemmeno consiglierei a qualcuno, il che dice tutto o quasi. E questo sarebbe il "più grande scrittore vivente" (parole di Gillo Dorfles)? Ma andiamo! Voglia di rileggere i Promessi sposi o La certosa di Parma o Guerra e Pace o La presidentessa (quest'ultimo non lo conosce quasi nessuno: è uno dei più bei romanzi dell'Ottocento, di uno spagnolo - Leopoldo Alas Clarín - che Einaudi ripropose vent'anni fa ma che è oggi fuori catalogo). In compenso abbiamo "tutto McEwan", il più grande scrittore vivente. "Sabato" è discreto, passabile, leggibile, ma niente di più.
07/10/2007
Tea67 - Federchicca94@hotmail.com
Avevo conosciuto questo autore leggendo ''Bambini nel tempo'', mi aveva colpito il modo di scrivere; leggendo Sabato, invece, scopro un autore completo. Perfetta la narrazione del personaggio, sotto gli aspetti del lavoro (chirurgo), dell'uomo (marito che ama unicamente la propria moglie) e padre di due figli che corrispondono alla personalità dei genitori. Il libro inizia un pò lentamente, ma dal secondo capitolo inizia questo aumento graduale del ritmo della storia per poi finire in un meraviglioso testo. Ben scritto, scivoloso, in terza persona... ottimo racconto... ottima visione della vita vissuta e vista dall'uomo benestante che vive nella metropoli dell'eccellenza inglese. Adorabile la ricerca dentro se stesso sul significato di ogni malessere e delle scelte che hanno condizionato la vita. La conoscenza e l'ammissione di altri modi di vivere la giornata che non sono solo quello di fare il neurochirurgo e l'avvocato di fama. Lo consiglio per una letttura che va oltre il solo leggere le righe di un libro.
17/01/2007
Doriano Condorelli - leodore@libero.it
Il migliore che ho letto di McEwan (ho letto anche ''L'amore fatale'' ed ''Espiazione''): mi è molto piaciuta la estrema cura del testo (penso ci sia anche un'ottima traduzione, sembra scritto direttamente in italiano..), la tensione crescente ma mai eccessiva, lo stile spesso di inchiesta giornalistica in presa diretta su fatti reali, le perfette descrizioni chirugiche (ne sono appassionato..), oltre al plot originale e interessante nella sua semplicità: veramente un buon libro.
