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A Londra, nel quartiere di Whitechapel, tra l'agosto e il novembre del 1888 cinque donne,vennero barbaramente uccise. La natura raccapricciante delle loro morti provocò per mesi un panico incontrollabile fra la gente, mentre il misterioso, inafferrabile autore di quegli efferati crimini è passato alla storia - e alla leggenda - come Jack lo Squartatore. Dopo più di cent'anni, finalmente la sua identità è stata svelata. Non da uno storico, non da un criminologo, non da un investigatore. Da una scrittrice. Utilizzando le più sofisticate tecnologie del XXI secolo, unite alla sua straordinaria intuizione e a una profonda conoscenza del mondo del crimine, Patricia Cornwell ha risolto un mistero che ha resistito oltre un secolo. Il più famoso serial killer della storia ha così finalmente un nome e un volto. Sarebbe il pittore impressionista Walter Sickert, inesorabilmente riportato in vita per rispondere dei suoi crimini, prova dopo prova.
Dopo averci affascinati con le avventurose vicende di Kay Scarpetta e di Judy Hammer, la Cornwell ci regala con questo nuovo libro una storia altrettanto coinvolgente e tragicamente autentica: è la storia di un'indagine durata anni, che si legge come un romanzo.
20/08/2010
La Cornwell ci offre una prova di bravura in questo libro che non è un romanzo ma un saggio, scritto con perizia e grande acribia, al termine di indagini minuziose, con ogni evidenza durate anni e senza risparmio di mezzi. L'esperienza diretta e le amicizie nell'ambiente della giustizia dell'autrice, vengono messe a disposizione del più terribile caso irrisolto del crimine moderno, quello che ne costituisce forse l'archetipo: i delitti di Jack lo Squartatore del 1888. Prendendo in esame i reperti rimasti (non moltissimi, dopo tante ruberie e le distruzioni della guerra), insieme alle deposizioni, ai documenti e alle lettere inviate da Jack stesso, nel suo irrefrenabile gusto per la sfida e la beffa, la Cornwell sostiene fin dalle prime pagine che l'autore dei misfatti sia il famoso pittore Walter R.Sickert, di origne tedesca ma giunto giovanissimo a Londra e poi impostosi per i suoi quadri di gusto impressionista. La Cornwell ne scandaglia con dovizia di particolari la doppia vita e i gusti macabri, la tendenza a scomparire per giorni in segreto, l'attrazione morbosa per le giovinette del varietà, l'odio per le donne in generale provocato da una menomazione che avrebbe causato, secondo l'Autrice, una irrefrenabile frenesia omicida: insomma, un perfetto paranoico. Al termine della lettura tuttavia, nonostante la sicurezza ostentata dalla Cornwell, si rimane con l'impressione che in mancanza della prova regina (addirittura viene tentata quella del DNA), Sickert non sarebbe stato incriminato. Resta il gusto di leggere un libro ben fatto e accuratemente documentato, che prende per mano qualunque lettore appassionato di storie poliziesche, soprattutto se ambientate nella Londra vittoriana, laboratorio della modernità anche nel campo dell'indagine criminale. Se qualche difetto nel libro c'è, esso è speculare alle sue virtù: a volte il gusto per il dettaglio diventa eccessivo e ridondante. La conclusione invece è un po' deludente, perchè non ci dice più nulla della fine del presunto Jack lo Squartatore, che giunse a tarda età, nel 1942.
16/11/2006
mi sono fermato dopo duecento pagine: troppo ripetitivo e inutilmente minuzioso
09/11/2006
E' un resoconto molto preciso della persona di Jack lo Squartatore, ma a volte, troppo spesso, ripetitivo in alcuni dettagli delle indagini. Il finale è veramente deludente....

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