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"Siamo un inno alla precarietà e un invito al male, a compierlo vicendevolmente gli uni sugli altri... Ti uccido per vivere. Ti uccido per possedere. Ti uccido per liberarmi di te..." Così riflette Rosa, la protagonista del primo racconto, in una desolata notte d'agosto, confusa davanti alla più difficile decisione della sua vita. E anche le altre due storie che compongono questo trittico sembrano girare intorno agli stessi quesiti. Siamo dannati o possiamo salvarci? E da chi dipende la nostra redenzione? Possiamo farcela da soli o abbiamo bisogno di Qualcuno che ci indichi la strada? Un libro sulla responsabilità e sulla difficile presa di coscienza che ognuno di noi deve raggiungere per scoprire il significato più profondo della vita.
02/04/2004
Andreina Mitache - andreeina@libero.it
Un libro che ti affascina dal profumo che cosparge intorno a se' nella prima parte, dal distacco che prende in rispetto alla storia nella seconda, e dalla rottura del filo dei sentimenti nell'ultima. Una storia che collega gli odori, i sentimenti intimi, alla realta' esterna del mondo sopraffacente...
24/06/2002
Leo - niclo4@hotmail.com
Rispondo a chi dice che ''Va di porta il cuore'' era brutto dicendo che è sempre difficile comprendere l'arte! Un libro stuopendo il precedente e ancora + bello questo. Un libro ricco di verità e di realismo! Sono belli i lieto fine ma troppo utopistici. In questi romanzi si alle cvolte pieni di angoscia l'utopia nn compare , ma compare la realtà! Grande Susanna continua così i miei + vivi complimenti!!
24/02/2002
A me la Tamaro piace. Mi piace perché scrive di sentimenti veri. Non lo sanno quasi fare più. E poi mi piace perché i suoi libri educano al silenzio,all'ascolto di sé. Perché non sono banali e retorici in quanto i sentimenti, proprio perché tali, non sono mai banali e retorici. Sono tre racconti meravigliosi. Una carezza per l'anima. Grazie, Susanna. Per quello che scrivi e per come lo scrivi. Pam.
11/06/2001
<br>Il libro in oggetto non ha una linea, è composto di racconti uno più incomprensibile dell'altro...
22/03/2001
<br>E' un libro che mi è piaciuto.Certo non è un capolavoro, ma a mio parere è meglio di "Va' dove ti porta il cuore". L'ho letto tutto d'un fiato e in due occasioni mi ha fatto piangere.Per me è incredibile riuscire a far piangere un lettore!!!
02/03/2001
Trovo straordinaria la capacità di descrivere e trasmettere il dolore della vittima del narcisista del 1° e 2° racconto, lo sbalordimento dello scoprire chi è davvero la persona che veste per il mondo esterno i panni dell'irreprensibile professionista, la sofferenza del non riuscire a sottrarsi alla trappola e alla gabbia, la solitudine profonda.
25/02/2001
<br>è un libro che mentre lo leggi ti devasta in quanto ti rendi conto che non vogliamo accettare le regole non scritte della società.Facciamo come gli struzzi:ci nascondiamo nel ns perbenismo.Siamo tutti coscienti dei mali del mondo,ma è molto più semplice non parlarne!Questo libro sfonda il muro di omertà che sta dentro di noi."complimenti" Signora Tamaro.
21/02/2001
"Va' dove ti porta il cuore " non mi era piaciuto." Rispondimi " è scritto bene, ricco di spunti di riflessione. E' un libro che interroga, non da' risposte.
16/02/2001
Devo ammettere di non essere una grande ammiratrice degli scritti di Susanna Tamaro. Neppure "Va' dove ti porta il cuore" mi ha molto entusiasmato nonostante abbia venduto moltissime copie. Forse il mio giudizio anche questa volta è controcorrente, ma l'ultima fatica della scrittrice non incontra la mia sincera ammirazione. Certo è scritto benissimo, l'ho divorato in poche ore, si lascia leggere pagina dopo pagina con interesse. In tutto tre racconti che parlano di vicende femminili: tre donne maltrattate, incomprese, che faticano a riprendere in mano la propria vita. Alla fine però c'è sempre una via d'uscita, quella "luce spirituale" che le illumina e consente di ridare un senso alle loro esistenze. Insomma, tre racconti che sono anche un po' mistici. Gli uomini? Esseri praticamente abominevoli, non si salva nemmeno un vecchio prete. "Rispondimi" è un buon libro, ma non un capolavoro. Però è di facile lettura: l'ideale per concedersi ore di relax.
05/02/2001
<br>Lo trovo valido, scritto in modo scorrevole, fa riflettere molto sui sentimenti dei bambini che spesso sono sottovalutati e non capiti, ma abbastanza angosciante e dispersivo a volte nel soffermarsi sulle sfumature.

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