"I pensieri che qui pubblico costituiscono il precipitato di ricerche filosofiche che mi hanno tenuto occupato negli ultimi sedici anni. Essi riguardano molti oggetti: il concetto di significato, di comprendere, di proposizione, di logica, i fondamenti della matematica, gli stati di cocienza, e altre cose ancora. Ho messo giù tutti questi pensieri sotto forma di osservazioni, di brevi paragrafi". Così si esprimeva nel 1945 Ludwig Wittgenstein su queste Ricerche filosofiche, accanto al Tractatus logico-philosophicus la sua opera maggiore, la summa delle sue speculazioni ed esperienze di scopritore di nuove prospettive filosofiche ed etiche.
Pubblicato nel 1953, a due anni dalla morte di Wittgenstein, questo libro rappresenta un vertice del pensiero del Novecento.
14/04/2002
Riccardo ''Baffo'' Bizzarri - peterkato@virgilio.it
Una delle più veritiere trasposizioni grafemiche del ''pensiero che lavora per arrivare alla luce''. Un incessante porsi delle domande, per scoprire a ogni tentativo di risposta che esistono sempre nuove possibilità esplicative: perchè il linguaggio non è che un'estroflessione della volontà, ed il suo significato si fonda sul riconoscimento istintivo della giustezza (per la sua musicalità?-io dico che questa è la verità fondamentale di Wittgenstein)della parola nel contesto d'utilizzazione della stessa. Questo libro, insieme a ''Della certezza'', è la distruzione definitiva della Razionalità, il definitivo manifestarsi del Nulla. Questo libro vuole lettori coraggiosi, perchè dopo di esso si può soltanto Vivere.

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