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Angelica e Veronica non sono soltanto due ragazze "estreme", sbandate, pronte a mettersi in gioco fino all'ultimo. Non lo sono perché sembrano disposte anche a giocare la carta della presunta vita "normale", quella della famiglia come porto e riparo dalle tempeste. Finirà male per tutte e due: per Veronica, umiliata nella sua bellezza e vitalità da un compagno violento, ma anche per Angelica che sposa un uomo apparentemente assennato e dalla vita regolare...
21/05/2007
- daniele_cappelletti@fastwebnet.it
Un libro particolarissimo, mai banale, scandito da una scrittura ritmica, spezzata continuamente da una punteggiatura ossessiva che scandisce il racconto come un cruciale conto alla rovescia verso la distruzione totale della protagonista. Angelica, un nome non scelto a caso dalla Santacroce, una donna talmente umiliata dalla vita da averne una fame continua, atavica, morbosa. Amare la vita, morderla, saziarsene nonostante tutto il male che le ha riservato. Ed alla fine del racconto, viene quasi voglia di abbracciarla, Angelica, e farle sentire tutto il nostro affetto. A mio parere il libro piu' bello scritto da Isabella.
