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La scuola italiana non attraversa un momento di buona salute. I sintomi del malessere sono tanti e soprattutto continuano a preoccupare i divari territoriali nella qualità degli apprendimenti degli studenti. E la scuola media (secondaria di I grado) che appare soffrire delle patologie più gravi. Schiacciata fra i lunghi cicli delle elementari e delle secondarie superiori, con insegnanti vecchi e spesso demotivati alle prese con adolescenti sempre più problematici, penalizzata da programmi e orientamenti didattici confusi, ignorata dalle recenti stagioni di riforma, luogo di emergenti disuguaglianze, la scuola media oggi 'non è né carne né pesce' e, da quando l'obbligo scolastico è stato spostato in avanti, è ormai priva di una missione riconoscibile. Se a partire dagli anni Sessanta è riuscita, infatti, a garantire l'originario obiettivo delle eguali opportunità di accesso, oggi sembra però fallire nel garantire a tutti i ragazzi eguali opportunità dì successo negli apprendimenti. Perciò, soprattutto negli ultimi anni, si è guadagnata una cattiva reputazione presso le famiglie e l'opinione pubblica. Il Rapporto sulla scuola in Italia 2011 della Fondazione Giovanni Agnelli affronta in profondità i nodi critici (insegnanti, studenti, missione, programmi, organizzazione) della scuola media, cercando innanzitutto di comprendere se questa sua immagine negativa sia davvero del tutto meritata e trovi conferma nell'evidenza fornita da dati aggiornati.

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