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Millenovecentosettanta. E' l'Italia in cui comincia a serpeggiare la strategia della tensione, mentre continua la rivolta degli studenti e si diffonde l'esaltazione per una vita promiscua, libera, creativa. Alla febbre dei nuovi tempi non può sfuggire neppure l'ex maresciallo Benedetto Santovito, che ha lasciato l'Arma ma non l'impervio paese del'Appennino che gli è entrato nella pelle e nel cuore, insieme ai silenzi della gente. La concomitanza di due avvenimenti misteriosi strappa Santovito dall'orizzonte di quieta contemplazione in cui è immerso, uno stile di vita semplice, costruito attorno alle ricerche di funghi nel bosco, alle rituali accensioni del toscano e al ricordo di Raffaella, la sua donna, che non è più con lui.
07/09/2007
Bracardirum - autobotte03@yahoo.it
Lo paragonerei a un minestrone dove gli ingredienti per farlo ottimo ci sono tutti, ma sono stati buttati lì a cuocere tutti insieme e chi s'è visto s'è visto. Va a finire che il sapore è una delusione. Si comincia subito coi capitoli intrecciati di vite parallele alla perfida moda americana di molti bestseller e telenovele, un pezzetto qui l'altro quando ricapita, e ad ogni capitolo tocca ritrovare di chi cavolo si tratta e che cavolo stava facendo... In più il soggetto è quasi sempre un LUI o LEI o addirittura una terza persona senza qualifiche né sesso, e devono passare pagine all'interno dello stesso capitolo prima di concludere con un boh vedremo poi, oppure con un trionfante ah era quella o quel tale che. Morale, è una lettura innanzi tutto irritante come trovate narrative, e poi è materialmente stancante. La trama invece sarebbe buona se non fosse pasticciata come si è detto, col risultato che anche i personaggi diventano dei puzzle; mentre le ambientazioni e i paesaggi sono la cosa migliore del libro e infatti se ne stanno come in disparte. Mi dispiace dire questo perché come tutti amo il Guccini poeta e cantautore impegnato: ma temo che le trovate siano soprattutto sue, in quanto mi pare che Sarti Antonio e l'assassino, dell'altra coppia Macchiavelli&Toni, si faccia leggere normalmente. Per inciso comincio a trovare ossessiva questa moda delle coppie di scrittori di gialli, che suppongo soltanto mercantile, anche perché finora non se n'è vista neppure una di paragonabile alla mitica coppia Fruttero&Lucentini.
10/07/2003
Paolo - anpasa.fin@tin.it
un libro che parlando di piccole cose racconta grandi cose. Di tutto di più perchè racconta di un importante periodo della storia, ma racconta anche di vita quotidiana, racconta di persone normali. Insomma, veramente bello.
08/07/2002
si conclude,per il momento,la trilogia dell'appennino,e scopriamo perche' siamo cambiati,come siamo cambiati,e soprattutto perche'amiamo il cambiamento quotidiano,del quale non ci rendiamo conto. Per tutti i bolognesi,per tutti i montanari,per tutti coloro che amano imparare qualcosa. Non e' solo un giallo/poliziesco,e' la vita di tutti i giorni,dalla quale non riusciremo mai ad estraniarci,perche' essa ci avvolge in maniera ineluttabile.

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