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"Il Poker è un gioco di abilità o di fortuna?" E' questa la domanda che da sempre appassiona studiosi, professionisti e regolatori. La verità è che una risposta univoca non esiste. Puristi e denigratori hanno entrambi argomenti validi a sostegno delle proprie tesi: nel poker un piatto può essere vinto anche dal giocatore che non ha la mano migliore. La statistica, inoltre, ci dice che il giocatore più abile è vincente in un arco temporale di medio/lungo periodo. D'altra parte è altrettanto evidente come su un numero limitato di partite non si possa non tenere in considerazione l'importanza della componente aleatoria, il celeberrimo "fattore C" (Culo, inutile girarci intorno). Il "fattore C "prescinde dai sermoni dei professionisti e da calcoli delle probabilità: il "fattore C" è sempre in agguato ed è il primo avversario che ciascun giocatore di poker deve imparare a contrastare. Comprendere come minimizzare l'impatto del fattore C è il passo fondamentale per lasciarsi dietro le spalle elmo, spada e scudo e guadagnare al tavolo il rispetto dei propri avversari.
15/06/2008
Gioco a poker da anni, ho preso questo libro per individuare meglio i miei difetti... un piccolo gioiello, molto chiaro, assolutamente coinvolgente, come gli ottimi autori... BRAVISSIMI... l'ho divorato in una giornata, pensate quanti soldi potete risparmiare individuando certi errori macroscopici che, come me, avrete fatto chissà quante volte giocando al poker sportivo... da acquistare assolutamente.
17/04/2008
Non è il solito manuale di texas holdem noioso e pieno di termini incomprensibili. Ci sono lezioni importanti per chi vuole imparare il gioco, mani famose commentate con spunti tecnici molto interessanti e graficamente molto ben rappresentate intervallate da racconti a tratti veramente divertenti. Tono alla ''Caressas'' competente e scanzonato allo stesso tempo. Si legge benissimo. Lo consiglio, ciao Michele Roma
