Con "La favola del figlio cambiato" Pirandello ritorna all'orizzonte dei 'miti', come lui stesso li chiama. La "Favola", in particolare, svolge la funzione di ricapitolazione sintetica della tematica dei primi due miti ("La nuova colonia" e "Lazzaro") e funge da ponte di passaggio verso l'ultimo, incompiuto mito dei "Giganti della montagna" (in cui la "Favola" risulta propriamente incorporata), ambientato nello stesso spazio edenico della Villa della Scalogna. Permea il tutto una forte componente biografica (l'amore per la sua attrice Marta Abba), tipica della produzione dell'ultimo Pirandello e confermata in maniera clamorosa da "Quando si è qualcuno", tardo testo ingiustamente sconosciuto (e ancora più ingiustamente quasi mai rappresentato), che racconta l'amore straziante (e represso) di un uomo anziano per una giovane e affascinante creatura.

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