Anna Politkovskaja
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II 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi - l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità umani, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena. Questo volume raccoglie alcuni fra i suoi articoli più sconvolgenti ed emozionanti, racconti agghiaccianti che nella loro scarna obiettività rievocano episodi e tracciano ritratti di persone comuni travolte dalle tragedie della storia: la donna che allattava i piccoli ostaggi di Beslan, il piccolo ceceno che a undici mesi si è visto rapire la mamma, la madre del guerrigliero "desaparecido", le vittime della pulizia etnica a Mosca... Le parole della Politkovskaja rivelano il terrificante clima quotidiano di una Russia lacerata da violenze e soprusi che si vuole tenere nascosta.
Formato:
Tascabile
Pagine: 307
Lingua: Italiano
Lingua originale: Russo
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 2007
Codice EAN: 9788804567806
Traduttore:
D. Girelli
,
Davide Girelli
,
E. Casali
,
Erika Casali
,
M. Cocchini
,
Martina Cocchini
Generi:
Politica e società,
Ideologie e Teorie politiche
Romanzi e Letterature,
Altri generi
Storia e biografie,
Storia moderna e contemporanea
2008-03-26
alain
alain.natalini@gmail.com
Da leggere per rendersi conto che la federazione russa non è poi tanto lontana, nei metodi, dalla vecchia e tanto denigrata Unione Sovietica... e per dimostrare questo la Politkovskaja è morta, così come molte, troppe altre persone.
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