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L'avvicinamento all'occultismo di Pessoa iniziò, quasi per caso, intorno al 1915, con la lettura di vari scritti sulla materia e in particolare di alcune opere delle due maggiori esponenti del teosofismo inglese, Helena Blavatsky e Annie Besant, che l'autore portoghese aveva avuto l'incarico di tradurre nella sua lingua per una "Collana Teosofica ed Esoterica". Ma l'impressione che le dottrine teosofiche produssero in lui fu subito enorme, come egli stesso spiega in una lettera al suo migliore amico, il poeta Màrio de Sà-Carneiro: "Ora (...) conosco l'essenza del sistema. Mi ha sconvolto a un punto tale che non l'avrei mai immaginato (...). Il carattere straordinariamente vasto di questa religione-filosofia, la nozione di forza, di dominio, di conoscenza superiore ed extra-umana che le opere teosofiche stillano, mi hanno molto turbato". E' l'inizio di un lungo cammino di riflessione e di progressiva iniziazione alle tematiche del pensiero religioso ed esoterico che sta alla base del fenomeno dei suoi eteronimi ("Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un'unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti" scrive al riguardo), che lo porterà a proclamarsi più volte seguace di una tradizione occulta che ha le sue radici nella Gnosi cristiana antica e si perpetua nella Cabbala ebraica, nel pensiero dei Rosacroce e nella Massoneria, e che gli farà affermare, vent'anni più tardi: "Credo nell'esistenza di mondi superiori al nostro e di abitanti di questi mondi, in esperienze di diversi gradi di spiritualità, che si assottigliano fino ad arrivare a un Ente Supremo che presumibilmente ha creato questo mondo. Può essere che ci siano altri Enti, ugualmente supremi, che abbiano creato altri universi, e che questi universi coesistano con il nostro, interpenetrandosi o meno". Queste dunque le tematiche presenti nel volume, in cui, come spiega il curatore, Francesco Zambon, si registrano le tensioni e le suggestioni più profonde che sottendono all'intera produzione del celebre poeta portoghese; una raccolta di mirabili variazioni sui temi "dell'Io anteriore esiliato dalla sua Patria celeste, della falsità e irrealtà di questo mondo, della vita umana come sonno e oblio, del cammino iniziatico (raffigurato con i simboli dell'ascesa a un monte, della navigazione, della 'queste' cavalleresca del Graal) verso mondi superiori, delle nozze mistiche con il vero Io" a partire dalle composizioni giovanili del "Violinista pazzo", scritte tra il 1911 e il 1917, fino a quelle di "Messaggio" del 1934, che rappresenta il culmine della poesia esoterica di Pessoa e insieme la summa della sua visione profetica della storia.

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