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"Mi raccomando di essere gentile con la zia..." aveva detto la mamma. Sono passati tanti anni, ma Jérôme se lo ricorda come fosse oggi il giorno in cui era arrivata quella "vecchia foca" della zia Valérie, con la sua "faccia larga e grassa, diversi strati di doppio mento e una peluria scura sul labbro superiore". Lui aveva capito subito che era cattiva, quando si era installata di prepotenza - enorme, maleodorante, astiosa - nella loro minuscola casa sopra il negozio di tessuti. E aveva capito pure che lo odiava, ancor prima che in un momento di rabbia lei schiacciasse gli animaletti con cui giocava, seduto per terra davanti alla finestra a mezzaluna. Ma c'era un'altra cosa che Jérôme aveva capito prima degli altri: dove si nascondeva, per sfuggire alla polizia, il padre di Albert, l'esile bambino biondo che viveva, dietro una finestra a mezzaluna identica alla sua, dall'altra parte della piazza, e che lui considerava suo amico anche se non si erano mai parlati. Ma doveva fare attenzione a non destare i sospetti di zia Valérie, perché lei era malvagia, avida e malvagia...
29/09/2005
Marino - m.poduje@virgilio.it
Bellissima trama dall'insolita sceneggiatura... Personaggi da ''favola noire''...Come sempre Simenon è un ottimo psicologo che riesce facilmente ad analizzare il fondo più nascosto della psiche umana!
27/09/2005
marino - m.poduje@virgilio.it
Bellissima trama dall'insolita sceneggiatura... Personaggi da ''favola noire''...Come sempre Simenon è un ottimo psicologo che riesce facilmente ad analizzare il fondo più nascosto della psiche umana!
25/07/2005
I precisi ricordi di un uomo riguardo la sua infanzia,il lavoro ossessivo dei genitori (per potersi sfamare),ma anche il loro caloroso affetto.La stanza minuta dei suoi giochi e del suo sonno.La finestra da cui osservava il piccolo coetaneo Albert,suo grande amico malgrado non vi avesse mai scambiato parola e la terribile zia Valerie:autoritaria,indisponente,zizzaniosa,e che puzzava... Simenon riesce a ricreare in 127 pagine un'atmosfera malinconica e crepuscolare,l'atmosfera della povera gente di provincia che vive alla giornata senza farsi troppe illusioni e che non è mai felice,ma,soprattutto, riesce in uno spazio così breve a tratteggiare la personalità dei protagonisti con talento finissimo ed efficace.Non un capolavoro,ma da leggere. FABIO BALLABIO

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