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I Bruni - Callista, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine - e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica, la grande stalla, albergo e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d'inverno, ascoltando le storie meravigliose di una tradizione millenaria. Come quella della capra d'oro, idolo demoniaco la cui apparizione è presagio di orribili sciagure... Da questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime, un altro terribile conflitto e ancora la guerra civile, con le distruzioni e i cambiamenti che portano con sé. Con gli occhi di Floti, Gaetano, Armando, delle loro donne, dei loro fratelli, animi generosi e intelligenti, attraverso le vite dei Bruni, compiremo un viaggio straordinario che va dall'aia di casa fino a Bologna, dall'Africa alla Russia, dal 1914 al '49, dall'inconsapevolezza alla capacità di lottare per i diritti dei più deboli, per una giustizia in cui credere fino all'ultimo. Fino a quando la solitudine, il fuoco, la storia non avranno compiuto il loro corso...
13/01/2012
Storia stupenda, mi è sembrato di leggere i ricordi del bisnonno e dei nonni. Valerio non mi delude mai!
27/06/2011
Il mio voto è 3,5; fino a metà gli avrei dato anche un 5 (la parte della prima guerra mondiale mi è piaciuta molto), ma poi qualcosa deve essere successo perché è come se la storia fosse ruzzolata in avanti mettendo di tutto e di più e trascurando un po' tutti i personaggi. Essendo cresciuta tra nonni contadini e abitando ora a Bologna mi sono ritrovata in molte tradizioni raccontate.
15/06/2011
Un romanzo che evoca antiche memorie di un tempo passato, ma sempre presente nei nostri ricordi. Ritorna, con questo romanzo, la grande tradizione italiana delle piccole cose, della saggezza semplice ed onesta dei nostri contadini della bassa Padana. Bello oltre ogni modo. Lo paragono al film "NOVECENTO" del quale alcune immagini sono simili e complementari (la mietitura e battitura del grano, le storie raccontate nelle lunghe sere d'inverno al caldo nella stalla). Forse, a mio parere, il più bel romanzo di V. M. Manfredi. Gabriele

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