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Chi mette i fiori sui guard-rail, e perché lo fa? Dov'è finita la carta carbone? Perché c'è musica negli ascensori? E un gesto di cortesia o un business? Sono pazzi quelli che annusano i libri? Come mai non rispettiamo più i segnali stradali? E la segnaletica ha ancora senso? Da quando ci sentiamo costretti a sorridere nelle fotografie? Prendendo spunto da una serie di articoli usciti su "la Repubblica", Michele Smargiassi confeziona un viaggio nell'"infra-ordinario". Va in cerca di fenomeni che pochi notano e subito dimenticano, e li racconta semplicemente perché nessuno lo ha ancora fatto, frugando negli scarti della nostra ontologia del quotidiano. Il risultato è un libro curiosissimo, fitto di notazioni storico-culturali, una sorta di antropologia degli oggetti del nostro vissuto quotidiano non percepito e dimenticato. Ma anche un piccolo esercizio filosofico per chi vuole aprire le porte laterali dell'attenzione, lasciarsi guidare dalla "percezione nella distrazione", lasciarsi cogliere alla sprovvista, impreparato, da un dettaglio rivelatore: una musica di sottofondo, un mazzetto di rose sfiorite, un gesto furtivo. Ora che ci penso... è l'incipit di una rivelazione nata da un momento di sovrappensiero che rompe l'ordinaria indifferenza.

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