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I saggi raccolti in questo volume documentano l'evoluzione della posizione di Jung nei confronti della psicoanalisi, lungo l'arco di quasi mezzo secolo. Si va dall'adesione aperta degli inizi al delinearsi delle prime riserve, che divengono esplicite con le conferenze americane del 1912. Qui la critica junghiana investe alcuni capisaldi delle teorie freudiane, quali la concezione della sessualità infantile come perverso-polimorfa, la definizione sessuale della libido, l'etiologia edipica della nevrosi, e in generale ogni troppo rigido causalismo. Negli anni seguenti Jung approfondisce le ragioni del suo distacco, e insieme delinea il disegno della psicologia analitica, in particolare nei suoi fondamenti e nella struttura dell'inconscio.
- La teoria freudiana dell'isteria: replica alla critica di Aschafenburg (1906)
- La teoria freudiana dell'isteria (1908)
- L'analisi dei sogni (1909)
- Contributo alla psicologia della diceria (1910-11)
- Contributo alla conoscenza del sogno di numeri (1910-11)
- Recensione critica a Morton Prince, 'Il meccanismo e l'interpretazione dei sogni (1911)
- A proposito di una critica della psicoanalisi (1910)
- Psicoanalisi (1912)
- Saggio di esposizione della teoria psicoanalitica (1913)
- Aspetti generali della psicoanalisi (1913)
- Sulla psicoanalisi (1916)
- Questioni attuali di psicoterapia: carteggio tre C.G. Jung e R. Loy (1914)
- Prefazioni ai "Collected Papers on Analytical Psychology" (1916-17)
- L'importanza del padre nel destino dell'individuo (1909/1949)
- Prefazione a W. M. Kranefeldt, "La psicoanalisi" (1930)
- Il contrasto tra Freud e Jung (1929)

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