Berlino 1940-42: negli anni del trionfo del Terzo Reich, due coniugi operai provano a sfidare il terrore nazionalsocialista con l'arma del coraggio e della speranza, dopo aver appreso la notizia della morte in guerra del loro unico figlio. Ma il romanzo, costruito su documenti autentici della Gestapo e uscito postumo nel 1947, è anche la storia di una città: storia di personaggi e figure anonime, gerarchi del partito e piccoli delinquenti, funzionari della Gestapo e innocenti. Una coralità di volti e sentimenti che Fallada descrive con minuto realismo al di là di ogni contingenza storica.
19/01/2007
Maurizio - scudder68@virgilio.it
Un incubo meraviglioso non sembri una contraddizione per uno dei più bei libri mai letti. Immergersi nella lettura con tutto il desiderio e l'orrore di proseguire senza riuscire a smettere. La rabbia, la paura il dolore che senti entrare dentro di te. Pagine memorabili, piene di umanità laddove essa sembra essere tramontata. Assolutamente da non perdere per nessuna ragione.
