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Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano intraprende un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo sono il coetaneo Alex, della locale agenzia "Viaggi Tradizione", suo nonno - affetto da una cecità psicosomatica ma sempre al volante della loro auto - e un cane puzzolente. Il racconto esilarante, ma a tratti anche straziato, del loro itinerario si alterna a una vera e propria saga ebraica, che ripercorre la storia favolosa di un villaggio ucraino dal Settecento fino alla distruzione avvenuta a opera dei nazisti. Un viaggio immaginoso aggrappato ai fili della memoria, fili impregnati di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un modo tutto nuovo di rileggere il passato per illuminare il nostro presente.
08/08/2011
Approccio difficile. Lo stile di scrittura cambia, si intreccia e ti affatica. Se però riesci ad entrarci dentro ci trovi tutto quel che cerchi. Ironia, malinconica relaltà e un po' di poesia. Da leggere con calma.
28/02/2008
O piace o non piace, io l'ho trovato amaro ironico un viaggio incredibile con delle trovate assolutamente geniali, una sottile intelligenza. Da non perdere!!!
20/07/2007
Non so, lo definerei semplicemente strano; è uno di quei libri ''O lo Ami, o lo Odi'', non ci sono vie di mezzo, è a tratti un pò ossificato su degli archetipi tipici della letteratura ebraica e per questo a volte può risultare macchiettistico, in fondo peròmi ha emozionato. Nel senso che tralasciando tutte e pippe mentali sullo stile, la storia mi è piaciuta a pelle e non posso negarlo.
25/11/2006
Se la genialità oggi va misurata col grado di confusione che un libro riesce a generare in chi lo legge, be', questo è un capolavoro. Dell'acume e dello spirito tipici della letteratura ebraica contemporanea resta qui solo una parodia quasi auto-offensiva: Foer esaspera uno stile e fa il verso a se stesso. La caricatura di un popolo e del suo modo di raccontare storie assurde e dolcissime non si emenda (sarebbe ora di capirlo!) col solito abuso del tema Olocausto: un libro onestamente e irredimibilmente brutto non ha alibi.
31/01/2006
Francamente mi aspettavo molti più commenti - e soprattutto molto più positivi. Babbo Natale mi ha portato questo volume, su richiesta ovviamente, per sfida ad un'insegnante che non aveva superato la 30esima pagina. ''Ogni cosa è illuminata'' è dilaniante nella sua verità, nel profondo realismo di ogni parola che sgorga dalla penna (o dalle dita sulla tastiera) di Jonathan Safran - Foer, ovviamente. Aiuta a capire l'umano. Fa piangere per ognuno di noi. E descrive noi stessi meglio di quanto ciascuno di noi potrebbe fare. ''Io e te siamo diventati amici quando stavi in Ucraina, giusto? Se vivevamo in un mondo diverso, potevamo essere veri amici.'' Gloria
19/06/2005
Ho comprato il libro sulla scia delle recensioni entusiastiche su questo libro. Non ho mai visto un autore così tanto sopravvalutato come Safran Foer: è un'incredibile e riuscitissima opera di marketing. Il libro è una porcheria illeggibile ed anch'io mi sono sentita legittimata a smettere di leggerlo. Ma è lo stesso libro che hanno letto tutte quelle persone che ne sono rimaste così entusiaste (compresi Pietro Citati e Fernanda Pivano)???!! Non riesco a crederci! Forse io ho letto un altro libro! Ho letto il suo secondo libro, appena uscito: ''Molto forte, incredibilmente vicino'': sul risvolto di copertina ci sono le recensioni di ''Ogni cosa è illuminata'' e non del libro stesso! E, furbescamente, il volume è pieno di pagine bianche, di foto non indispensabili che amplificano il numero di pagine senza aggiungere nulla. E' un ectoplasma di romanzo, che avrei potuto tranquillamente evitare di leggere. Comprate dell'altro, per carità.
